Pilar Fogliati aggiunge un nuovo personaggio alla sua galleria di donne «dolcemente complicate». Lo ha detto più volte, del resto: «Mi piacciono i personaggi femminili imperfetti, che fanno tutto il possibile ma, magari, falliscono». Nella serie Una piccola formalità, appena presentata in anteprima all’Italian Global Series Festival a Riccione e che, probabilmente, andrà in onda su Raiuno a novembre, Fogliati è Rachele, una giornalista che scrive articoli su temi glamour, ma che vive una vita decisamente meno patinata. Tratta dal romanzo di Alessia Gazzola, racconta l’altra faccia di Milano, quella di chi non può permettersi i locali alla moda, anzi annaspa per trovare i soldi per pagare l’affitto e le bollette, mentre insegue un sogno che potrebbe non realizzarsi mai. Rachele, infatti, vorrebbe fare la giornalista investigativa, scrivere di temi sociali ma, intanto, deve ringraziare di portare a casa un (piccolo) stipendio scrivendo per Chic&Glam, l’inserto di lifestyle dell’immaginario quotidiano L’Eco di Milano, dove trovano spazio proprio le inchieste che lei, per ora, non può scrivere.
Nel frattempo, divide un appartamento seminterrato con la collega e amica Arianna (interpretata da Martina Iacomelli). A far partire la storia, la morte di uno zio che Rachele praticamente non ha mai conosciuto ma che l’ha nominata unica erede. Saranno debiti come sostiene suo padre (Alessio Boni) o, invece, si tratta di un colpo di fortuna che potrebbe cambiarle la vita?
Un po’ commedia romantica – Rachele si trova “contesa” tra l’ex compagno di scuola diventato un notaio poco “ortodosso”, con la passione del poker e della barca a vela, da un lato, e il reporter dell’Eco di Milano che ammira da sempre – un po’ ritratto generazionale, un po’ dramma familiare, la serie esplora una serie di temi attuali, dal bullismo ai matrimoni gay, alle app di dating: «Milano è un po’ la città italiana che rappresenta il sogno americano. Il luogo dove le persone vanno a vivere per cercare di raggiungere i loro obiettivi professionali. Alcuni ce la fanno, altri ce la mettono tutta ma faticano, altri ancora non ci riusciranno mai. Un aspetto poco raccontato della città anche se Arianna e Rachele, nel loro faticare ad arrivare alla fine del mese, in realtà rappresentano la maggioranza delle persone che vivono a Milano. Nella prima puntata viene raccontato un caso vero di qualche anno fa, ovvero la protesta degli studenti che avevano messo le tende per strada per protestare contro il caro-affitti».
Regista lei stessa, racconta di aver apprezzato molto il fatto che Davide Marengo, il regista della serie «dopo aver girato una scena nel modo in cui andava fatta, diceva agli attori: “Ora è il momento freestyle”. A quel punto potevamo improvvisare sulla base delle regole che avevamo seguito prima, ma con maggiore libertà e, guarda caso, la scena veniva anche meglio».