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È precipitato da 35.000 piedi, per poi schiantarsi nel mar Arabico. Ormai, è ufficiale: il volo KTA1732 della K2 Airways – fino a ieri disperso – è stato ritrovato dopo 12 ore di operazioni di ricerca. E nel “day after”, lo stupore lascia spazio alle supposizioni. Con migliaia e migliaia di post pubblicati sui social che cercano di estrarre dal cilindro l’ipotesi più probabile.


APPROFONDIMENTI

È una la domanda che rimbalza sulla rete: “accidentale o incidentale?”. Impossibile – per ora – ricostruire i fatti. E lo sarà almeno fin quando i detriti e le scatole nere, che contengono i dati di volo e le registrazioni audio della cabina di pilotaggio, non saranno completamente recuperati e analizzati dagli investigatori. A fornire alcuni indizi, però, i dati di tracciamento dei voli, le foto del relitto e gli aggiornamenti delle autorità locali. Sulla base dei quali, di ora in ora, gli utenti continuano a formulare le proprie ipotesi. Chissà che proprio dietro una di questa non si celi la verità.

Il possibile guasto al motore

Un guasto ai comandi di volo, un errato carico o un malfunzionamento del motore. È questa la prima ipotesi che viene in mente.

Quella considerata più probabile, ma non scontata. Perchè in questo caso, ad accendere i dubbi sarebbe la rapidità con la quale l’aereo si è schiantato in mare. Secondo le ricostruzioni infatti, l’aereo è precipitato di circa 5.000 piedi in meno di un minuto, risalito di 6.000 piedi in soli 30 secondi, per poi cadere in picchiata da 36.550 piedi. Numeri che fanno pensare a qualcosa di diverso, perchè come ha spiegato anche l’esperto aeronautico Imran Aslam, una semplice avaria a un motore normalmente non porta un aereo a precipitare bruscamente. 

Spazio, quindi a nuove ipotesi. E largo alla fantasia. Tra gli utenti social innumerevoli le diverse teorie. Da quella di un suicidio del pilota, a quella che guarda al dirottamento da remoto tramite hacking. Una manomissione dei sistemi di controllo di un velivolo che, sfruttando le reti informatiche e le connessioni wireless di bordo, cercano di pilotare il mezzo a distanza e aggirare i comandi manuali dei piloti.

Una zona ad alta tensione

A destare particolari sospetti, però, è l’area dell’incidente, situata a pochi passi dalla zona ad alta tensione tra Iran e Stati Uniti. Da qui l’ipotesi di uno scambio di velicolo. Di un colpo sull’obiettivo sbagliato, che si sarebbe abbattuto sl velivolo, provocandone lo schianto. Infine un’ulteriore ipotesi. Che si concentra stavolta  sulle interferenze che caratterizzano l’area. In quelle zone, non di rado capita di perdere il segnale e secondo alcuni utenti le interferenze avrebbero potuto causare la perdita di orientamento del pilota, perso nel buio della notte pakistana. 


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