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Redazione Milano

Dopo 12 ore i vigili del fuoco hanno spento il rogo. Le misure per chi abita nel raggio di 500 metri: non sostare all’aperto, tenere le finestre chiuse, non utilizzare verdura coltivata sul balcone o in orti. I primi particolari dell’inchiesta (contro ignoti) della Procura

L’incendio divampato nel deposito della Brt, l’ex Bartolini, in zona Bovisa, a Milano, sarebbe partito da un pacco caricato su un camion diretto a Torino. È quanto filtra dall’inchiesta aperta dalla procura di Milano a carico di ignoti che sarà coordinata dal procuratore Marcello Viola e dal pm della Direzione distrettuale antimafia, Paolo Storari. Investigatori e inquirenti si starebbero concentrando su un pacco in particolare, che dopo essere stato caricato nel container avrebbe prima sprigionato del fumo e poi le fiamme, innescando il rogo. L’ipotesi di reato è stata formulata in via precauzionale proprio per accertare, ed eventualmente escludere, che si sia trattato di un attentato o di un sabotaggio. 

L’inchiesta del 2022

Lo stesso pm Storari, nel 2022, si era occupato di un’inchiesta che aveva portato al sequestro per frode fiscale sull’utilizzo dei cosiddetti «serbatoi di manodopera» a carico del colosso della logistica Brt, ossia l’ex Bartolini, per oltre 40 milioni di euro. Uno dei tanti filoni di indagini portati avanti in questi anni dal pm sulla «somministrazione illecita di manodopera», con l’uso di cooperativa e società «filtro» e con annesso sfruttamento dei lavoratori.



















































Le istruzioni del Comune

Sono servite circa 12 ore di lavoro continuo da parte dei vigili del fuoco per spegnere l’incendio che si era propagato nel deposito della Brt di via Don Minzoni in zona Bovisa a Milano. Resta l’allerta ambientale. Secondo le prime analisi della qualità dell’aria effettuate da Arpa Lombardia,
infatti, il Comune chiede alla popolazione nel raggio di 500 metri (a rogo non ancora domato le restrizioni riguardavano 2 chilometri), di evitare di sostare all’aperto, di tenere le finestre chiuse, di non utilizzare verdura coltivata sul balcone o in orti, di evitare in nidi, scuole dell’infanzia e parchi pubblici o privati che i bambini utilizzino gli spazi verdi all’aperto.

Le fiamme partite da un container

Secondo quanto riferito dal comandante dei vigili del fuoco di Milano, la parte più importante del fumo è stata prodotta dai circa 50 container posizionati sulle bocche di accesso al deposito. L’incendio sarebbe partito da un container e si è poi allargato nella grande struttura, in particolare in un capannone dove era custodito il materiale da consegnare.  

«Importante azione di contenimento»

È stata «un’importante azione di contenimento» quella operata dai vigili del fuoco del Comando provinciale di Milano, che si sono alternati senza sosta per 12 ore. «Da subito ci siamo resi conto – spiega un caposquadra sul posto – che c’era il pericolo che le fiamme lambissero non solo una ditta e uno studentato vicini, ma anche dei depositi di carburante presenti nella grande area di movimentazione delle merci». Intorno al Brt Depot si trovano un altro grande spedizioniere, una ditta di informatica, la ferrovia, il Campus
Bovisa del Politecnico, e un’attività di ristorazione.

Le analisi

Nella giornata di giovedì da parte di Arpa Lombardia verrà effettuato un
ulteriore sopralluogo. Il primo filtro del campionatore verrà ritirato nelle prime ore del pomeriggio e inviato al laboratorio di Milano per la ricerca di eventuali sostanze microinquinanti: diossine, furani e IPA.

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9 luglio 2026 ( modifica il 9 luglio 2026 | 18:45)