Poi un altro nodo da sciogliere: il futuro di Striscia la notizia. «Per quanto riguarda Striscia la Notizia e Antonio Ricci, stiamo facendo tutte le valutazioni del caso. Ad oggi siamo a questo punto e non ho altre informazioni da darvi», le parole di Berlusconi, che coglie l’occasione anche per rispondere in merito alla polemica di un prime time che, ormai, inizia sempre attorno alle 22: «La Rai è servizio pubblico, noi siamo una televisione commerciale. La Rai detta la linea, noi seguiamo. Se la Rai chiuderà l’access alle 21.30, noi la seguiremo. Promesso. Sono tre anni che lo ripeto. A oggi, mi dispiace dirlo, e non ho nulla contro la Rai né contro questa dirigenza, non è stato fatto nulla. I numeri sono una scusa. Noi abbiamo un’esigenza commerciale: mandare un break pubblicitario. È il nostro mestiere. La Rai chiude, noi chiudiamo, mandiamo il break e andiamo in onda. Lo prometto a voi e lo prometto anche alla Rai: si diano una mossa. Quando parlano di esigenze commerciali, secondo me è una motivazione che non regge. Le vere esigenze riguardano i formati, chi li realizza e la volontà di mantenere alto l’ascolto», la risposta più che incisiva di Pier Silvio Berlusconi. Un accenno, però, anche all’incidente automobilistico di cui è stato vittima nelle scorse settimane: «Purtroppo, ho una certa esperienza di incidenti. Sapete che, quando ero piccolo, ho avuto un brutto incidente in moto e ho rischiato di perdere una gamba. Poi, da appassionato di macchine e facendo spesso avanti e indietro, mi è capitato di avere altri incidenti, per fortuna senza conseguenze vere, a parte il primo. Se è cambiato qualcosa dentro di me? Di primo impulso direi di no. Però, mentre rispondo, forse mi rendo conto che sì, qualcosa è cambiato. Al momento non mi sono spaventato più di tanto. Pensavo addirittura di non essermi fatto nulla. Il dolore è arrivato due giorni dopo, quando ho provato a nuotare. Fino a dieci giorni fa non muovevo la spalla. Poi, però, ripensandoci, soprattutto perché il giorno dopo c’era la celebrazione per il terzo anniversario della scomparsa di mio papà – che io mi ero promesso, contro tutte le previsioni, di trasformare in una festa e non in una triste commemorazione, una festa per mio papà e per tutta Mediaset – ho realizzato una cosa. Dopo quella festa, che è stata bellissima, ho capito che in quel momento avrei potuto essere da un’altra parte, con altri problemi e un’altra vita davanti. Quindi, se al momento dell’incidente non ho avuto questa percezione, dopo è arrivata una consapevolezza maggiore di che cos’è la vita, di quanto conti vivere ogni attimo: la famiglia, i sentimenti, il lavoro, i collaboratori e gli amici. Sì, oggi ne sono ancora più consapevole».