Cita Schopenhauer, Ginsberg e Ferlinghetti. Quando ci si trova davanti Omar Pedrini, anche il solo sentirlo parlare è un piacere. Se poi, come accade, si commuove ricordando quando da bambino la zia Elisa, infermiera all’Ospedale di Circolo, lo portava qui a giocare e a vedere i cigni educandolo a merende e rock, riesce difficile non abbracciarlo.
Il viaggio di Joe «Un po’ Siddharta, un po’ Tommy e un po’ Storia di un minuto». Omar Pedrini indica Herman Hesse, gli Who e la Premiata Forneria Marconi quali padri nobili di Viaggio senza vento. L’ha fatto ieri ai Giardini Estensi presentando il graphic novel tratto da quell’album del 1993, un concept della durata di 70 minuti e forte di 21 pezzi. «Un lavoro che oggi ha dell’incredibile, la Polydor ne estrasse tre singoli. Uno, Sangue impazzito, ci consentì di realizzare quello che probabilmente resta il nostro videoclip più bello. Lo diressero Alessandra Pescetta e Alessandro Orlowski, i primi a ritenere giusto confrontarsi con noi prima di girare».
Da molti definito il capolavoro dei Timoria – che hanno comunque fatto cose buone anche prima e dopo quel quarto ellepì – Viaggio senza vento, in realtà in debito anche con Claudio Rocchi, è la storia di Joe.
«È un giovane della mia generazione X, quella dei nati tra il 1965 e il 1980. Schiacciati tra boomers e millennians al punto da essere considerati invisibili e dimenticati. Joe questo ancora non lo sa, la sua inquietudine è di chi cerca sé stesso, la sua strada. Disco e fumetto ne raccontano il viaggio tra disagio metropolitano e spiritualità orientale».
Parole, musica e fumetti Pedrini non ha mai fatto mistero dell’amore per le arti visive – In Colori che esplodono, album d’esordio dei Timoria, aveva reso omaggio a Van Gogh e a Kandinsky, in 1999, primo disco del gruppo dopo l’addio di Francesco Renga, ha dato spazio, sin dalla copertina, alla creatività di Marco Lodola. Non sorprende dunque che il graphic novel uscito recentemente per Senza Vento Edizioni, porti anche la sua firma, sceneggiatore con Andrea Guglielmino, disegni di Andrea Manfredini.
Ai Giardini Estensi, ribattezzati Livellanza da Omar per l’amico Skizzo («Il vero artista della serata»), gestore del Chiosco e organizzatore della rassegna Varesanza comprensiva dell’appuntamento di ieri, il rocker bresciano, alternando parole e musiche, ha diviso il palco con il cantante Davide Apollo. In sovrapposizione sulla fascia c’erano il fumettista Walter Trono che ha regalato disegni al pubblico con un occhio di riguardo per chi ha acquistato allo stand di Ubik, Viaggio senza vento e/o i libri Cane sciolto e Angelo ribelle. Mai buttate lì le parole da Omar, neppure nei titoli. Aperto da Senza Vento e da Sangue impazzito, autentico gioiello senza tempo, lo show ha proposto pezzi anche di altri album. In evidenza Via padana superiore e Che ci vado a fare a Londra?