di
Carlotta Lombardo
Da lunedì, un’inesorabile cavalcata termica che raggiungerà l’apice nella giornata di giovedì 16 luglio. «Siamo entrati nel “nuovo clima” del XXI secolo»
Nelle prossime ore aumenterà il rischio di forti temporali, a partire dai rilievi del Nord, dove non si escludono anche locali grandinate. Entro la serata di oggi alcuni nuclei temporaleschi raggiungeranno tratti della pianura e potrebbero anche qui risultare intensi.
«La causa di questi focolai temporaleschi è da ricercare in un parziale cedimento della struttura anticiclonica che da diversi giorni avvolge il nostro Paese, unito all’arrivo di correnti più fresche in quota – conferma Lorenzo Tedici, meteorologo de IlMeteo.it -. Saranno proprio queste masse d’aria, entrando in contrasto con il caldo accumulato nei bassi strati, a favorire lo sviluppo di sistemi temporaleschi anche particolarmente violenti».
L’attenzione si sposterà soprattutto verso le ore più calde della giornata, soprattutto al pomeriggio, quando lungo l’intero arco alpino l’atmosfera inizierà a diventare sempre più instabile. Le nubi si svilupperanno rapidamente fino a dare origine a improvvisi temporali che, dai settori occidentali, si muoveranno verso est, acquistando progressivamente energia. I fenomeni potranno risultare anche di forte intensità ed essere accompagnati da raffiche di vento e grandine.
Entro la serata alcuni temporali si estenderanno ai fondovalle e a diversi tratti della Valle Padana, in particolare tra il basso Piemonte, la Lombardia, l’Emilia-Romagna e il Triveneto. La distribuzione dei fenomeni sarà comunque piuttosto irregolare, con aree interessate da eventi intensi e altre che potrebbero rimanere completamente all’asciutto. Al Centro-Sud il quadro meteorologico resterà invece stabile, eccezion fatta per qualche temporale in sviluppo lungo la dorsale appenninica del Centro. Anche in questo caso non si esclude un locale sconfinamento verso le pianure adiacenti, soprattutto quelle affacciate al versante adriatico.
Dopo questa fase instabile, i dettagli previsionali indicano un inesorabile innalzamento delle temperature, con il caldo destinato ad aumentare la sua morsa, in particolar modo da domenica in poi. «Nel breve termine, ci aspettano valori elevati: domani il podio del caldo spetterà a Toscana e Campania con 37°C a Firenze, seguita a ruota da Benevento e Caserta con 36°C – continua l’esperto -. Durante il weekend avremo un primo forte sussulto in Sardegna, con Oristano che schizzerà a 39°C. Il caldo inizierà a farsi sentire diffusamente anche al Sud (Foggia a 37°C e Benevento ancora a 36°C), mentre al Centro si boccheggerà a Firenze, Pistoia, Prato e Terni, tutte inchiodate sui 36°C all’ombra. Il peggio, tuttavia, arriverà da lunedì, in un’inesorabile cavalcata termica che raggiungerà l’apice nella giornata di giovedì 16 luglio».
La previsione per questa «terza fase» del caldo africano è un vero e proprio bollettino medico per le nostre città: 40°C a Oristano e Nuoro, 39°C a Firenze e Terni, 38°C in una lunga lista di «città malate» che include Bologna, Ferrara, Foggia, Mantova, Modena, Parma, Pavia e Piacenza. Non andrà meglio nelle due principali metropoli italiane: Roma e Milano sfioreranno i 37/38°C.
«Siamo entrati a tutti gli effetti nel “nuovo clima” del XXI secolo. Dal 24 maggio scorso, dopo l’illusione di una prima metà del mese dai connotati quasi freschi e primaverili, le temperature sul nostro Paese non sono mai scese sotto la media climatologica. Ci siamo abituati a convivere con anomalie costanti, che nel migliore dei casi si sono assestate sui +2/+3°C, ma che spesso hanno toccato picchi sbalorditivi di +8/+9°C. – conclude Tedici -. Una lunghissima fase anomala che ha colpito fino ad oggi in modo intenso soprattutto il Centro-Nord. Al Sud si sono vissute giornate che oggi definiremmo “quasi normali”, ma che in realtà risultano caldissime se confrontate con i parametri di appena 30 o 40 anni fa».
10 luglio 2026
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