Tra Jude ed Erling il quarto di finale di questa Coppa del Mondo si porta appresso una tensione shakespeariana: sodali, costretti a essere nemici. E questa è la storia del loro rapporto
dalla nostra inviata
Beatrice Balbinot
10 luglio 2026 (modifica alle 12:27) – ATLANTA (STATI UNITI)
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Quasi come Romeo e Giulietta, Montecchi e Capuleti. Togliete la bella Verona e la guerra tra due famiglie rivali, metteteci un pallone, un Mondiale e un biglietto di sola andata per la semifinale. Romanticismo a parte, tra Jude Bellingham e Erling Haaland il quarto di finale di questa Coppa del Mondo si porta appresso una tensione shakespeariana: amici, costretti ad essere rivali sul palcoscenico più importante del globo. Un rapporto nato al Borussia Dortmund, quando i due talenti erano decisamente in erba: 17 anni Jude, 19 Erling. Sotto al Muro Giallo si sono trovati calcisticamente e umanamente: “Un bravo ragazzo e un grande talento, ho un’ottima intesa con lui in campo e fuori” – aveva raccontato Haaland in una vecchia intervista. A distanza di anni, dopo migliaia di chilometri percorsi e dopo essere stati posizionati entrambi sotto la lente di ingrandimento della storia, si ritrovano faccia a faccia giocandosi probabilmente la posta in palio più grossa di tutte. Che scherzi fa il destino a volte…
numeri—
Sessantatré partite, 4301 minuti condivisi in campo con la stessa maglia, 7 gol costruiti insieme in due stagioni (stesso copione: assist di Bellingham, rete di Haaland). I tifosi del Dortmund se lo ricorderanno bene quel biennio 2020-2022: mentre la città godeva degli effetti di un’intesa perfetta, due stelle appena nate del calcio internazionale si mettevano in mostra spalleggiandosi a vicenda. Scorrendo le statistiche, specie quelle della stagione 2021-2022, i loro nomi ricorrono in continuazione: Bellingham per il maggior numero di presenze (44), Haaland come miglior marcatore (29), entrambi secondi come numero di assist (8) dietro a Marco Reus (16). Insomma, il posto dove tutto è cominciato: arrivati insieme, partiti a un anno di distanza per palcoscenici destinati a renderli due dei giocatori più osservati d’Europa. Bellingham non ha mai nascosto il suo dispiacere: “Ho amato il nostro vecchio numero 9, continuo ad amarlo e lo amerò per sempre. Parliamo di un giocatore eccezionale ma anche di una persona meravigliosa, mi mancherà tanto” – raccontò dopo l’addio del centravanti norvegese. Due parabole parallele, due linee narrative simili partite dallo stesso intreccio e ora arrivate a incontrarsi di nuovo in una veste inedita.
social romance—
Romeo e Giulietta, dicevamo. I social impazziscono per le storie d’amicizia separate dal tempo e dalle circostanze, come sempre. E allora, via alla narrazione romantica dei due migliori amici che si ritrovano a litigarsi l’accesso alla semifinale mondiale. Ecco che spuntano ovunque video dal viale dei ricordi: Bellingham spintonato in campo durante Borussia Dortmund-Manchester City e Haaland che accorre a difenderlo, il loro format “Pick-up Lines for Valentine’s day” sul canale YouTube del Dortmund, l’intervista di Erling interrotta da Bellingham che gli stampa un bacio sulla guancia. E poi tutte le varie interazioni in campo da avversari, uno con la maglia del Manchester City, l’altro con quella del Real Madrid: abbracci, gomitatine, battute e risate anche da rivali. “Game recognize game”, dicono negli Usa: il talento riconosce il talento. C’è addirittura un creator che ha incentrato un breve anime sulla loro amicizia fuori dal campo, costretta a interrompersi per 90 minuti. Il loro rapporto si trasforma dunque nell’ennesimo asse narrativo del quarto di finale più atteso del Mondiale, forse proprio per tutte le chiavi di lettura che offre. Non solo Haaland contro Kane, i due centravanti classici più forti d’Europa; non solo l’Haaland inglese nato a Leeds che fa sognare Manchester e che ora si para davanti all’Inghilterra con tutta l’intenzione di diventare un ostacolo insormontabile; non solo la favola della Norvegia che centra i quarti di finale e la speranza mai spenta di una Coppa del Mondo in viaggio verso l’Inghilterra 60 anni dopo. Ma anche quel retrogusto da tragedia greca che separa due amici: ne uscirà uno solo, ma che spettacolo li attende…
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