di
Rosanna Scardi

L’imprenditore ospite del podcast di Victoria Cabello, altra vincitrice di Pechino Express come lui: «Il migliore in cucina? Antonino Cannavacciuolo: siamo amici, quando vado da lui lo capisco dai gesti». Il pregio che si riconosce? «Sono un collezionista di talenti, so investire, creare società, sostenere ambizioni, aiutarle».

«Ho vissuto i tre mesi di “Pechino Express” come un sogno, a un certo punto sei arrivata tu, mi hai trattato male, ero disperato, stanco». Joe Bastianich esordisce così al podcast Fuori di Cabello, condotto da Victoria Cabello. Entrambi, il ristoratore (a Brescia c’è il suo Artemis persian tapas bar) e la conduttrice, hanno vinto il talent: Bastianich nel 2023 in coppia con Andrea Belfiore (gli italoamericani) e Cabello con Paride Vitale (i Pazzeschi). E c’è un aneddoto curioso. «Nello zaino avevo solo la chitarra – dichiara l’imprenditore – perché mi aiuta nella vita, la carta igienica, lo spazzolino, un cuscino gonfiabile e un paio di mutande a due usi perché le rivoltavo; tutti i maschi sanno queste regole e poi in India il sole è caldo e in mezz’ora sono asciutte: una la tenevo addosso e una nello zaino, due mutande mi bastavano per quattro giorni». 

A Cabello che gli chiede conto della sua antipatia, risponde: «riesco a 
portare un discorso a un livello più alto, normalmente non riesci con altri ospiti, con me puoi giocare con l’ironia, sono un po’ speciale». Di certo, c’è un gran concetto di sé tanto da riportare come bio su X «restaurant man extraordinaire». «Ho aperto 90 ristoranti nel mondo, ho portato Eataly in Usa e nel mondo, ho 40 anni di ristorazione alle spalle», motiva lui. I meriti del suo successo sono da ricercare negli insegnamenti della nonna Erminia, emigrata dall’Istria a New York. «La sua era una famiglia povera – racconta – , lei mi diceva: “Giuseppino, puoi fare quello che vuoi nella vita”. E io ci ho creduto, non è sano, non è normale, però è così. Può creare distacco con gli altri, ma nel bene e nel male credo che posso fare qualsiasi cosa, ho sbagliato, ho fallito, però ho fatto cose di successo». 



















































Quando si guarda allo specchio, Bastianich afferma di vedere «un figo, ma sono anche autocritico e ogni giorno cerco di migliorare le cose, devo essere più paziente, cerco di condividere il mio successo con altri, a me avanza la fortuna. Sono un collezionista di talenti, so investire, creare società, sostenere ambizioni, aiutarle». Da piccolo era «ciccione, sfigato – sono le sue parole -, ma avevo una famiglia che mi sosteneva e pensavo cosa potessi fare in questo mondo, avevo un’ambizione che si è manifestata in varie cose». Il suo motto è «il successo non è definitivo, il fallimento non è fatale, la voglia di continuare conta più di tutto». 

Nonostante l’apparenza, non si definisce troppo critico verso i ristoratori. «Sono preciso, sulla pulizia del locale sono severo – afferma Bastianich -,
ma quando vado nei locali mi vogliono bene, sono un gran cliente, spendo tanto, anche per le bottiglie, voglio vivere i ristoranti. Se non arriva il cibo, ti mandano cose che non vuoi mangiare, rifanno i piìatti, mi spiace un po’ e reagisco con pazienza». Lui e Gordon Ramsay sono giudici da 19 anni di «Masterchef Us». Sul carattere non facile del collega, dice: «Gordon è il prodotto mediatico più conosciuto, non è tutto vero. E’ un po’ un pazzo, si è moderato negli anni. Mi ha chiamato perché sono l’unico che potevo mandarlo affanc*** e essere più cattivo di lui. Mi ha garantito il lavoro». In Italia, con Barbieri e Cracco, il talent è diverso. «Più che giudicare il 
cibo, facciamo intrattenimento, contano le storie dei concorrenti
. Mi sono detto: “Spingo, faccio tutto il politicamente scorretto che posso fare, tanto non ho nulla da perdere». Se deve andare da uno chef, sceglie «Antonino (Cannavacciuolo), stiamo dietro al bancone, assaggiamo tutti i piatti, lui lo capisco dai gesti». 

A cucinare si definisce «bravissimo, lo dico io, non serve che me lo dica nessuno, ho scelto di non farlo, assaggio i piatti degli altri, gestisco tanti chef e entro nella situazione». Riguardo la musica, ammette: «Sfrutto la mia visibilità per far sentire la mia musica, dopo farò un concerto privato
di tre ore per te», conclude rivolgendosi a Victoria.


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10 luglio 2026