di
Tina Raucci

Marika Mirizzi è una creatrice di moda, realizza abiti in vendita nel suo negozio a Poggiofranco. Ma quando i suoi figli non sono a scuola o ai campi estivi, lei appende un foglio davanti all’attività in cui spiega perché non c’é

«Questo negozio non ha orari fissi perché Marika Mirizzi è mamma. Grazie per la comprensione». Sono le parole che si leggono sull’avviso (scritto a mano) affisso all’esterno del negozio di Marika Mirizzi, 36enne creatrice di moda, nel quartiere Poggiofranco di Bari. 

Perché, oltre abiti e gioielli realizzati a mano, le sue giornate sono scandite – soprattutto – dal tempo dedicato ai suoi due figli, Nour di 3 anni e Ismail di 6, che Marika cresce completamente da sola.



















































«Loro hanno solo me come riferimento, da tutti i punti di vista. Ho messo quel cartello per spiegare alle persone che la priorità sono i miei figli – spiega Marika – Cerco di mantenere degli orari più o meno stabili, ma quel cartello è proprio una presa di consapevolezza, perché con i bambini capita che faccia tardi, soprattutto il pomeriggio quando loro non hanno scuola. Ed era frustrante per me sapere che fuori al negozio ci fosse gente che mi aspettava, oppure mi telefonava, proprio perché all’orario di apertura trovavano il negozio ancora chiuso».

E Marika vuole rendere quello trascorso con i suoi bambini del tempo di qualità. «Quasi sempre andiamo in campagna e loro condividono con me il contatto con la natura – spiega -. Infatti nel weekend le nostre giornate si svolgono sempre all’aperto e loro amano quest’aspetto. Quando siamo a casa svolgiamo invece attività creative, disegnando insieme. Loro stanno sempre con me e insieme ci divertiamo molto», racconta.

Il negozio, in cui ha investito formazione, passione e risorse finanziarie, resta comunque la fonte di reddito per garantire ai suoi due bambini e a sé stessa una vita serena. E con determinazione porta avanti il suo lavoro, nonostante le difficoltà e l’assenza di tutele.

«Spendo un sacco di soldi – prosegue – tra ludoteche e campi estivi, soprattutto adesso, in media 500/600 € al mese, perché ovviamente la necessità c’è. Essendo un’artigiana e realizzando io tutte le creazioni, non posso essere sostituita. Molte clienti cercano proprio me perché hanno bisogno che io veda il capo d’abbigliamento per modificarlo, vogliono consultare me per un’indicazione specifica – spiega Marika- Le ludoteche e il campo estivo influiscono ovviamente sul mio reddito di libera professionista».

Marika esclude la possibilità di farsi aiutare da un dipendente. «Assumere un commesso o una commessa – spiega Marika – comunque ha un costo, per il quale lo Stato non aiuta. E tante volte va a finire che lavoriamo per pagare chi tiene i nostri figli, che è un controsenso. Non parlo solo da libera professionista, ma sento tante mamme lavoratrici che poi alla fine lavorano per pagare le ludoteche, babysitter e campi estivi».

In questo contesto Marika ha ricevuto tanta empatia e solidarietà, sia dai suoi stessi clienti che da chi semplicemente passa e legge l’avviso. Persone che hanno sostenuto in pieno la sua posizione. «Ho ricevuto tanto affetto dalle donne. Ma anche tanti uomini – conclude – si sono complimentati per quella scritta fuori dal mio negozio».


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10 luglio 2026 ( modifica il 10 luglio 2026 | 18:28)