di
Erica Dellapasqua

L’azienda spiega che il provvedimento è stato avviato «in attesa che si chiarisca la vicenda che coinvolge Ranucci. Nuova stagione confermata». Il conduttore: «La Rai ha deciso di utilizzare vergognose congetture»

«In attesa che si faccia piena chiarezza sulla delicata e complessa vicenda che vede coinvolto il conduttore Sigfrido Ranucci, la direzione Approfondimento della Rai ha ritenuto opportuno sospendere cautelativamente la messa in onda delle repliche estive della trasmissione televisiva Report, a tutela di un patrimonio editoriale di grande valore per il servizio pubblico». Lo riferisce una nota la Rai.

Resta fermo l’appuntamento con la nuova stagione di Report, precisa l’azienda, che tornerà in onda a partire dal prossimo mese di novembre. 



















































«Apprendo con sconcerto e con preoccupazione per l’informazione tutta che la Rai ha deciso di utilizzare il pretesto delle vergognose congetture, assurde, che sono state veicolate nelle ultime ore da alcune dichiarazioni politiche e da alcune ricostruzioni giornalistiche, per sospendere le repliche estive di puntate di inchiesta di Report già trasmesse», ha replicato Ranucci in una nota diffusa dall’avvocato Roberto De Vita. «Sospensione – aggiunge – con una motivazione che afferma esattamente il contrario: questa non
è la protezione del “patrimonio editoriale di grande valore per il servizio pubblico” e della trasmissione, ma è la delegittimazione non solo della mia persona ma anche di tutto il lavoro dei singoli giornalisti che in modo autonomo e indipendente hanno curato inchieste importanti e che sono vero
patrimonio per l’informazione e la democrazia». 

«Giusto così. Dopo gli inquietanti sviluppi dell’inchiesta che riguarda il signor Ranucci, e in attesa che venga fatta piena luce su una vicenda sempre più opaca, è doveroso tutelare la credibilità del servizio pubblico, pagato dai cittadini italiani». Lo scrive su X la Lega commentando la notizia dello stop alle replice di Report quest’estate.

Usigrai: «Colpito il lavoro di tutta la redazione»

Scrive anche l’Usigrai: «La decisione di sospendere le repliche di Report colpisce il lavoro di tutta la redazione. Una scelta che non tutela il lavoro di colleghe e colleghi e anzi alimenta dubbi sul futuro di Report». Lo scrive in una nota l’esecutivo Usigrai. «Non mandare in replica puntate i cui contenuti hanno già avuto ogni controllo editoriale, con la scusa degli sviluppi sull’inchiesta della bomba a Ranucci, è solo un modo per togliere dagli schermi il programma che più di altri “infastidisce” con le sue inchieste – aggiunge l’Usigrai -. Un danno per la Rai, per chi ci lavora, per un programma che da decenni rappresenta il giornalismo di inchiesta del servizio pubblico».

FdI sul caso Report

Sul caso dei contatti tra il conduttore di Report e il faccendiere Lavitola è intervenuto anche FdI. Dopo che nei giorni scorsi Report aveva chiesto ai cittadini, attraverso i propri canali social, di inviare spunti e dossier da approfondire, il partito di Giorgia Meloni ha raccolto l’appello inviando una mail alla redazione della trasmissione di Rai 3, trasformando l’iniziativa in un’ironica stoccata sul caso del rapporto tra Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola, sospetto mandante dell’attentato commesso lo scorso anno ai danni del giornalista.

Nel messaggio, Fratelli d’Italia scrive: «Vi segnaliamo la curiosa amicizia tra Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola, pregiudicato, massone e faccendiere, indagato per essere il presunto mandante dell’attentato al conduttore di Report». La mail prosegue sostenendo che «il rapporto di amicizia è stato più volte confermato dallo stesso Ranucci in diverse interviste e dichiarazioni pubbliche, oltre che da una fotografia scattata all’interno del ristorante dello stesso Lavitola e pubblicata dai mezzi di informazione». In chiusura, il partito conclude con un’ulteriore nota ironica: «Siamo certi che la squadra di Report approfondirà la vicenda con rigore giornalistico e che vaglierà questa storia con la massima attenzione».

Intanto il deputato FdI Gimmi Cangiano annuncia una denuncia per calunnia. «In questi mesi ho scelto il silenzio per rispetto delle indagini e del dolore della famiglia Ranucci. Oggi, però, non posso più accettare che il mio nome continui a essere associato, senza alcun fondamento, a un attentato così grave. Difenderò la mia onorabilità in ogni sede, con la serenità di chi sa di essere completamente estraneo ai fatti». «Dalla conversazione telefonica tra Sigfrido Ranucci e un deputato del Movimento 5 Stelle emergerebbe infatti che, anche lontano dalle telecamere, Ranucci continuava a sostenere che dietro la bomba collocata sotto casa potessi esserci io. Una tesi che, come già avvenuto nella puntata di Report, veniva immediatamente esclusa dallo stesso collega dei 5 Stelle», prosegue Cangiano.

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«Oggi, però, gli sviluppi investigativi aggiungono ulteriori particolari e conducono abbondantemente in tutt’altra direzione, con l’individuazione di soggetti e moventi che nulla hanno a che vedere con la mia persona. E proprio alla luce di questi ulteriori elementi, ho dato mandato ai miei legali di predisporre una denuncia per calunnia e diffamazione affinché la magistratura accerti ogni responsabilità», conclude.
Anche la redazione di Report ha espresso in una nota la propria contrarietà alal decisione presa dalla Rai, parlando di «censura senza precedenti». «Non comprendendo quale connessione possa esserci tra i fatti emersi in questi giorni e le nostre inchieste, riteniamo che questa decisione sia lesiva del nostro lavoro e del nostro impegno e temiamo che possa preludere a una nostra cancellazione in vista della prossima stagione» si legge nella nota della redazione che vede in questa misura «l’estrema conseguenza di una pressione costante subìta in questi anni».


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10 luglio 2026 ( modifica il 10 luglio 2026 | 20:16)