A un passo dal bis. Jannik Sinner batte Novak Djokovic 6-4 6-4 6-4 e si guadagna la sesta finale Slam della carriera che giocherà domenica (alle 17) contro Sascha Zverev. Sinner, campione di quattro titoli Major, ha la possibilità di diventare il decimo giocatore a fare il bis a Wimbledon in due anni consecutivi. Cose da fenomeni, ma mai come oggi Jannik ha dimostrato di esserlo. Aveva preparato la sfida col vecchio leone Djokovic nei minimi particolari, utilizzando addirittura due sparring partner per provare scambi a ritmo altissimo e nel caldo asfissiante del mezzogiorno. Nole, dalla sua, aveva sicuramente ancora le scorie delle 5 ore e 15 giocate due giorni fa con Auger-Aliassime, ma il numero 1 al mondo ha fatto quello che Boris Becker ci aveva pronosticato ai quarti di finale: “Non abbiamo visto ancora il miglior Sinner perché non ne ha avuto bisogno”. Dopo l’uscita di scena al secondo turno del Roland Garros a seguito del ben noto crollo fisico, Sinner è tornato a Wimbledon un mese dopo senza partite ufficiali e ha dovuto carburare un po’ prima di mostrare di nuovo la sua vecchia versione. Chiude con 16 ace, il 65% di prime in campo e l’88% di punti con la prima palla: “Per me significa molto. Nole è un’ispirazione per tutti noi. L’ultima volta aveva vinto lui e abbiamo fatto un paio di aggiustamenti anche se sull’erba è più complicato. Ho cercato di servire bene e di mixare il gioco, sapevo di dover alzare il livello e grazie al mio team ci siamo riusciti”. 

la partita—  

Smash in rete sulla prima palla break, 15-40 del 4-4 ma la rasoiata di rovescio lungolinea con cui strappa il servizio a Nole è fantastica. Quando serve per il set si fa raggiungere sul 40-30 prima di chiudere forzando l’errore di dritto di Nole. Dopo 40 minuti è 6-4. Nel quinto game Jannik ha due palle break ma non le concretizza. Con un altro splendido rovescio che pizzica l’angolo alla sinistra di Nole si riporta ai vantaggi e tiene un turno di servizio importante, 3-2. E subito dopo sale 0-30 sul servizio dell’azzurro. Servizio e rovescio per dimezzare lo svantaggio, rovescio fuori di Djokovic per il 30-30 e poi ace per la palla del 3-3. Subito dopo il serbo parte col doppio fallo, finisce sotto 0-30 e Jannik prova la zampata. Un vincente di rovescio gli frutta due palle break. Realizza la seconda con vincente di dritto in risposta a un break. “Sinner leads 4 games to 3” annuncia l’arbitro mentre nel cambio campo sulle tribune si sboccia. Saltano tappi e tintinnano bicchieri prima del servizio del numero 1 al mondo che non si scompone dal 15-0 tre ace consecutivi per andare 5-3. Sul 5-4 Jannik non concede nulla e dopo 89 minuti è avanti 2 set a zero. La partenza del terzo è a bomba, gran risposta per lo 0-15, poi angolo millimetrico per lo 0-30. Conquista due palle break 15-40 ma Nole si aggrappa ai punti diretti e va ai vantaggi. Jannik centra la terza palla break che viene ancora cancellata con il servizio, ma alla quarta passa Sinner che poi consolida subito 2-0. Nole si fa pericoloso nel 4° game, prende in mano lo scambio e mette in difficoltà Jannik che gli lascia uno spiraglio per recuperare. La palla del contro break però viene annullata da un ace, l’arma letale, e poi con uno smash e un altro ace chiude i conti per il 3-1. Ancora una volta l’allievo di Vagnozzi e Cahill regala qualcosa col dritto e nel sesto game si ritrova 30-30, è ancora il servizio a sistemare le cose e lui vola sul 4-2. Prova ad allungare fino ai vantaggi sul servizio di Nole senza strappargli il servizio e ci riprova senza successo sul 5-3 per velocizzare le operazioni di rientro a casa. Djokovic strizza dall’anima ogni residua goccia di energia, ma Jannik è una sentenza: serve la finale e apre con l’ace, smash per il 30-0, altro ace per tre match point. Sipario. Dopo due ore e 20 minuti è finale. Nole saluta il Centre Court, difficile che sia l’ultima visto il suo inesauribile desiderio di battaglia.