Nel Lazio e’ stato registrato il primo caso di positivita’ al virus West Nile del 2026. Secondo quanto apprende «Agenzia Nova» da fonti sanitarie, il contagio e’ stato accertato in provincia di Latina, territorio che gia’ nella scorsa stagione era stato interessato da diversi casi di infezione. La conferma segna l’avvio della sorveglianza epidemiologica per la nuova stagione estivo-autunnale, periodo in cui aumenta la circolazione del virus, trasmesso all’uomo attraverso la puntura di zanzare infette. Nella maggior parte dei casi l’infezione decorre in modo asintomatico o con sintomi lievi, ma nelle persone piu’ fragili puo’ evolvere in forme neurologiche gravi. Lo scorso anno la provincia di Latina era stata il principale focolaio del Lazio, con numerosi casi registrati durante l’estate.
Allerta in Emilia Romagna
L’Emilia Romagna segnala una «precoce ed estesa circolazione» del virus West Nile in regione. «L’attenzione del Servizio sanitario regionale si mantiene alta dopo che il sistema di sorveglianza entomologica previsto dal Piano regionale arbovirosi ha rilevato fin dalla metà di giugno segnali di circolazione del virus tra le zanzare. Ad oggi sono interessate tutte le province eccetto la Romagna, quindi 6 su 9. Anche se in regione si tratta di una circolazione endemica, quindi ormai stabilmente presente, e finora il sistema di sorveglianza sanitaria non ha rilevato casi di infezione nell’uomo, i dati lasciano prevedere che nelle prossime settimane si potranno osservare casi di forme gravi di malattia West Nile», avverte la Regione in una nota. «Si tratta di una situazione eccezionale – aggiunge – poiché in tutti gli anni di sorveglianza, cioè dal 2008, mai si è rilevata circolazione del virus nelle zanzare così precocemente in stagione e su un territorio così vasto». «Grazie a un sistema di sorveglianza entomologica e sanitaria che funziona bene, si è potuta riscontrare una circolazione del virus dalle zanzare fuori dalla normalità – afferma l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Massimo Fabi – Tutto il sistema sanitario regionale è impegnato nel monitoraggio e continua a mantenere alta l’attenzione, ma in questa fase è fondamentale la collaborazione e l’impegno delle cittadine e dei cittadini, chiamati ad adottare tutte le misure di prevenzione, peraltro molto semplici, utili a proteggersi dalle punture delle zanzare. Un piccolo sforzo che, nell’insieme, può fare la differenza». L’infezione che le zanzare positive al virus West Nile possono trasmettere all’uomo è nella maggiore parte dei casi asintomatica – si ricorda nella nota – ma in una percentuale bassa, circa l’1%, può evolversi in una malattia neuroinvasiva con esiti anche gravi; una condizione più frequente in persone a rischio, come gli anziani o gli immunocompromessi. Il vettore del virus West Nile è la zanzara comune, mentre non può trasmetterlo la zanzara tigre; pertanto occorre proteggersi dalle punture soprattutto in caso di attività all’aria aperta in ore serali, poiché la zanzara comune è attiva dopo il tramonto.
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