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Carlotta Lombardo e Redazione Online
Il rogo è scoppiato ieri nel comune di Los Gallardos, forse provocato da un cavo elettrico caduto a terra. Oltre mille persone evacuate. «È l’incendio più devastante della regione»
È una delle peggiori tragedie legate agli incendi boschivi degli ultimi anni in Spagna. Almeno 12 persone sono morte ieri nell’incendio di un bosco nella provincia di Almería, in Andalusia, e oltre 23 sono disperse. «I decessi si sono verificati in una frazione di Bedar e alcune delle persone sono state ritrovate all’interno dei loro veicoli», hanno comunicato le autorità locali. Uccise dalle fiamme, probabilmente mentre cercavano di mettersi in salvo. Il governo regionale ha decretato tre giorni di lutto.
Un bilancio drammatico, che supera quello registrato nell’intero 2025, e che, secondo il 112 Andalucía sarebbe ancora provvisorio. «In questo momento potremmo parlare di 12 morti confermati, perché ce n’è ancora uno da confermare, ma purtroppo il bilancio potrebbe aumentare, perché ci sono persone ancora non localizzate» nel perimetro del fuoco, ha affermato il governatore dell’Andaulsia, Juanma Moreno, in dichiarazioni radiofoniche all’emittente andalusa Canal Sur. Moreno ha segnalato che i servizi di emergenza dalle 6 del mattino stanno cercando di contattare le persone che mancano all’appello, residenti in zone isolate nel perimetro colpito dal vasto rogo nell’area di Los Gallardos, in Almeria, senza
riuscirci.
«Una tragedia senza precedenti – ha dichiarato Antonio Sanz, il ministro della Sanità – questo è l’incendio più devastante finora nella regione». «Immensa tristezza e desolazione», ha scritto invece su X il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez, esprimendo le proprie condoglianze alle famiglie delle vittime e invitando tutti a «prestare la massima prudenza».
Il devastante rogo è scoppiato ieri, nel tardo pomeriggio, nel comune di Los Gallardos. Secondo quanto riporta El Pais, che cita le parole di Juan Manuel Moreno, presidente del governo regionale, «l’incendio è divampato
in un fossato a causa di un cavo rotto tra due punti di accesso
alla rete elettrica».
Oltre mille le persone evacuate, sia dal complesso residenziale Parque Botánico che da quello di Los Flamingos, per un totale di circa 400 appartamenti, e una cinquantina di queste ospitate in un centro culturale e nei centri sportivi di Garrucha e Mojar. Alcune persone con ustioni e intossicazione da fumo sono state trasportate in ospedale o curate sul posto «per problemi respiratori e ustioni lievi», hanno precisato le autorità dell’Andalusia, mentre il numero di emergenza «ha gestito oltre 150 chiamate di cittadini che segnalavano l’incendio».
Moreno Bonilla ha inoltre confermato che la maggioranza delle vittime sono stranieri, tutti di nazionalità diverse, alcuni provenienti da Regno Unito e Belgio. Ha detto che l’ultima vittima è stata ritrovata sotto a un altro cadavere del gruppo di persone che stava procedendo a piedi per scappare dalle fiamme. Il governatore ha affermato che si ritiene che sia questo gruppo di persone che i quattro ritrovati nella macchina, non abbiano seguito le indicazioni fornite dalle autorità.
Intanto, arriva cordoglio dall’Italia. «Seguo con profonda tristezza e preoccupazione le notizie dei violenti incendi che nelle ultime ore stanno colpendo l’Andalusia, causando morti e devastazioni. I fenomeni estremi originati dall’emergenza climatica in atto si stanno abbattendo, purtroppo sempre più frequentemente, sul fragile ecosistema del Mediterraneo. Per affrontare efficacemente questa sfida comune, è quanto mai necessario agire congiuntamente e in spirito di solidarietà», scrive il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al re di Spagna, Filippo VI. E poi aggiunge: «In questa tragica circostanza, a nome della Repubblica Italiana e mio personale, desidero esprimere, Maestà, sentimenti di cordoglio e vicinanza all’amico popolo spagnolo. Rivolgiamo altresì il nostro commosso pensiero alle famiglie delle vittime – di tutte le nazionalità -, mentre auguriamo pieno successo al lavoro delle squadre impegnate nelle operazioni di soccorso».
Incendi anche a Estepona e a Córdoba
Sempre ieri, un altro incendio è scoppiato in Andalusia, nei pressi di Estepona. Alimentate dal vento, le fiamme si sono progressivamente estese verso nord, raggiungendo il territorio del comune di Benahavís, mentre una densa colonna di fumo era visibile da gran parte della costa di Malaga. In via precauzionale, le autorità andaluse hanno disposto l’evacuazione di circa un centinaio di residenti della Costa del Sol e la chiusura di alcune arterie stradali per agevolare l’intervento dei vigili del fuoco. Poco dopo, a Córdoba, un altro incendio ha costretto a interrompere la circolazione dei treni ad alta velocità tra Madrid e la regione andalusa, poi il traffico ferroviario è stato ripristinato.
Il caldo sopra i 40 °C
La Spagna è attualmente interessata da un’ondata di caldo e negli ultimi giorni diverse zone dell’Andalusia erano state poste in allerta arancione. A fine maggio, il primo ministro Pedro Sanchez aveva annunciato che la Spagna avrebbe dispiegato durante l’estate «il più imponente» dispositivo antincendio mai mobilitato nel Paese.
Negli ultimi anni la Spagna ha sperimentato ondate di calore sempre più lunghe, già a partire dalla primavera e poi durante l’estate, con temperature che in alcuni casi hanno superato i 40 gradi, creando le condizioni ideali per incendi devastanti. Nel 2025, secondo il Sistema europeo d’informazione sugli incendi boschivi (Effis), oltre 393.000 ettari sono stati devastati dalle fiamme in Spagna, il peggior bilancio di incendi della storia recente del Paese.
10 luglio 2026 ( modifica il 10 luglio 2026 | 19:28)
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