di
Giulio De Santis
Il gip e l’accusa di truffa a chi gli affidava risparmi per le scommesse: 1,6 milioni usati per beni di lusso
Il canone d’affitto della casa: 4.700 euro al mese pagati per circa quattro anni, tra il 2020 e il 2025. Soldi versati ogni trenta giorni a mamma Louise: 1.800 euro. Per comprare un orologio Omega ha speso 45mila euro. Poi c’è l’acquisito di un quadro dal valore di 42mila euro. È la lista dei regali e degli investimenti fatti da Mario Adinolfi, 55 anni, giornalista ed ex parlamentare, ora ai domiciliari con l’accusa di aver truffato decine di persone con la promessa di facili guadagni con le scommesse sportive.
La disponibilità di denaro per comprare quadri o orologi Adinolfi, secondo la Guardia di Finanza, l’avrebbe avuta grazie a quanto raccolto dai clienti che negli anni hanno versato quote di partecipazione al gruppo «Scommessa Collettiva». Una cifra che ammonta a circa 4 milioni e 700mila euro.
Nell’ordinanza, il gip osserva come «l’analisi della documentazione acquisita mostra movimentazioni in apparenza incongrue e ingiustificate».
Scendendo nel dettaglio, il gip rileva come tra gennaio 2022 e giugno 2023 Adinolfi avrebbe ricevuto 3milioni e 500mila euro dai partecipanti al gruppo. Dai conti riconducibili all’ex parlamentare sono usciti circa due milioni. Di questa somma, premette il gip, «solo 369mila euro sono stati investiti nel gioco in senso stretto».
Invece Adinolfi, come ricostruito nel provvedimento, ha girato 1.631.000 euro a persone fisiche per beni di lusso. Per esempio, ha speso, ricorda il gip Giulia Arceri, per il servizio di catering circa 114 mila euro. C’è il pagamento di un affitto per un totale di 74mila euro per un locale a Piazza del Gesù. Per l’acquisto di una barca e di accessori per la bici: 30 mila euro. La ristrutturazione della sala hobby, del tetto e dell’auto ha imposto al giornalista un impegno finanziario di 19 mila euro.
Tra i beni di cui Adinolfi è entrato in possesso, ci sarebbe un gommone costato 5 mila euro. Si sarebbe recato al banco dei metalli per comprare monete straniere e lingotti d’oro pagati 14 mila e 200 euro con assegno scritto e staccato dallo stesso Adinolfi. Ancora: 5mila euro come acconto per una Smart, 12mila euro per una collana,7mila euro come prima tranche degli arredi casalinghi, 7mila euro dati d’anticipo per andare a Courmayeur.
Ci sono anche 5mila euro spesi per un viaggio alle Maldive, circostanza quest’ultima che tuttavia Adinolfi — difeso dagli avvocati Pablo De Luca e Riccardo Di Lorenzo — ha negato.
C’è poi un misterioso beneficiario che ha ricevuto da Adinolfi circa 470mila euro in cinque anni. Questo mister X ha ricevuto dall’indagato 3.900 euro ogni due settimane. Quelli che hanno ricevuto i bonifici per i viaggi, gli arredi o la Smart sono persone che «hanno beneficiato degli emolumenti da parte di Adinolfi pur non risultando tra gli aderenti al sistema», come scrive il gip. Che poi aggiunge: «Solo il 3% di chi ha inviato fondi a “Scommessa Collettiva”, ha ricevuto indietro una remunerazione».
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11 luglio 2026
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