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Federico Rota e Donatella Tiraboschi

Felli (Atb) chiama le imprese: «Spiegheremo perché è un’opportunità per le imprese». Intanto Palazzo Frizzoni respinge le modifiche alla viabilità suggerite da Tentorio e conferma nuovi correttivi sui tempi dei samafori

Verrà inaugurata il 29 luglio, ma nei giorni che ancora mancano alla data X di avvio dell’eBrt la parola d’ordine, o meglio il diktat imperante, sarà uno solo: comunicazione a tutto spiano. Social, interviste, affissioni, e chi più ne ha più ne metta. E a metterci tutto l’impegno del caso, in questo frangente in cui viene chiamata in causa la professionalità delle agenzie di comunicazione ingaggiate da Atb, sono i vertici della società con il presidente Enrico Felli in testa. «Faremo di tutto — afferma in queste giornate di vigilia piene di caldo e contestazioni — per venire incontro alle esigenze del territorio». Territorio che sotto l’egida del presidente della Camera di Commercio, Giovanni Zambonelli, Atb ha chiamato ad un tavolo.

La convocazione, che verrà ufficializzata a breve (si ipotizza fissata tra una decina di giorni), vedrà presenti tutti i rappresentanti delle associazioni, da Confindustria a Confartigianato, da Confcommercio ad Ance. Sarà a porte chiuse, ma con un obiettivo aperto, apertissimo. «Vorrei spiegare come la eBrt possa essere considerata un’opportunità a servizio delle imprese», dice Felli. Già, come? Al di là della necessità di far comprendere le modalità con cui entrerà in funzione il servizio e che si stentano a comprendere (soprattutto la questione dei semafori intelligenti), il confronto con le realtà potrebbe portare alla concertazione di azioni pratiche e promozionali. Di sicuro questa «chiamata» chiarisce la necessità, da parte di Atb, di trovare una sponda istituzionale con cui interfacciarsi.



















































Intanto, l’ipotesi della consigliera comunale di FdI Ida Tentorio di eliminare la svolta a sinistra in via San Giorgio così da convogliare tutto il traffico diretto verso l’A4 in via Quarenghi caricherebbe la strada «di un volume di traffico molto superiore a quello attuale, difficilmente smaltibile», secondo l’assessore alle Politiche della mobilità, Marco Berlanda. Anzi, una tale modifica viabilistica rischierebbe di provocare «forti accodamenti» su via Paleocapa e nel tratto di mezzo di via Quarenghi. «Infatti — prosegue Berlanda — il percorso ipotizzato in alternativa a quello inibito incrocerebbe comunque via Simoncini. Inoltre presenterebbe una lunghezza superiore di circa cento metri e comporterebbe l’attraversamento di una rotatoria in più», ossia quella alla Malpensata, per poi raggiungere il nuovo rondò su via Carnovali e da lì proseguire verso il casello.

Un’altra modifica viabilistica suggerita da Tentorio era di studiare una svolta «continua», quasi a gomito, da via San Giorgio su via Simoncini, ma anche in questo caso si graverebbero «sia via Simoncini, sia il percorso descritto poco fa, di un carico di traffico aggiuntivo poco compatibile con le caratteristiche delle vie interessate». Quanto «all’eliminazione del “declivio” ferroviario di via Simoncini-via Bonomelli — fa notare Berlanda —, finalizzata ad allargare le carreggiate di tali strade, appare un’ipotesi poco realistica considerati i vincoli di stabilità-sicurezza prevedibilmente opponibili da Rfi. Come già anticipato in Consiglio comunale, l’amministrazione sta adottando graduali provvedimenti di ottimizzazione semaforica e non esclude l’adozione di correttivi al progetto eBrt senza stravolgerne le caratteristiche fondamentali». È il caso, ad esempio, dell’aggiustamento dei tempi semaforici. Già da una decina di giorni all’incrocio tra via San Giorgio e via Autostrada è stato allungato di 8 secondi il verde in uscita dalla città. E ieri, sempre in quel punto, i tecnici sono intervenuti sulla centralina per installare il nuovo sistema di preferenziazione per i bus dell’eBrt.

«La mobilità sostenibile è fatta anche di altri elementi fondamentali, come la ciclabilità. Consentire alle persone di spostarsi in bicicletta in sicurezza può contribuire in modo significativo a diminuire la pressione del traffico», sollecita l’associazione Pedalopolis, criticando la riorganizzazione degli spazi sulla carreggiata, dettati dall’eBrt. «Le corsie tracciate per le bici su via San Giorgio non ci sono più e gran parte della ciclopedonale su via Moroni e via Grumellina è stata rimossa o ridimensionata. Ad oggi abbiamo perso la ciclabilità in tutto il tratto che collega il quadrante sud-ovest di Bergamo alla stazione». Chiedendo la creazione di un tavolo di confronto permanente, Pedalopolis mette in evidenza un altro elemento: «Le risorse destinate dal Piano delle opere pubbliche alla realizzazione delle ciclovie previste dal Biciplan sono state progressivamente ridotte da 500 mila a 150 mila euro annui».


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11 luglio 2026 ( modifica il 11 luglio 2026 | 07:30)