La finale tutta ceca garantirà una nuova campionessa ai Championships: dopo Serena Williams, nessuna è più riuscita a ripetersi sull’erba di Londra
Pellegrino Dell’Anno
11 luglio – 11:03 – MILANO
Sabato 9 luglio 2016, All England Lawn Tennis and Croquet Club, Londra. Serena Williams conquista per il secondo anno di fila il trofeo di Wimbledon battendo in due set Angelique Kerber, trionfando per la settima volta sui prati londinesi. Nel 2015 aveva battuto Muguruza, nel 2019 giocherà la sua ultima finale ai Championships perdendo contro Simona Halep, quarta campionessa diversa in quattro anni. Nessuno può immaginarlo ma, a dieci anni di distanza, partendo appunto dal 2016, oggi verrà incoronata la decima campionessa diversa di fila (nel 2020 Wimbledon non si disputò, causa Covid-19), nel derby ceco tra Karolina Muchova e Linda Noskova. Per la prima volta nella storia del torneo, nessuna giocatrice è stata capace di ripetersi in un intero decennio. Ci sono state le due finali di Serena, 2018 e 2019. Ma, tolta l’americana, la sola Elena Rybakina, vincitrice nel 2022, è andata “vicino” alla conferma, venendo eliminata ai quarti del 2023 da Ons Jabeur. Per il resto, dal 2017 in avanti, nessuna campionessa uscente ha mai passato il terzo turno a Wimbledon.
derby—
Quest’anno Iga Swiatek, campionessa 2025, è stata eliminata al terzo turno da Alexandra Eala. Spalancando le porte all’arrembaggio del tennis ceco, con le due finaliste che non avevano mai neanche raggiunto la semifinale a Wimbledon. Muchova ha battuto, vincendo in tre e con un set finale tra i più belli del torneo, Coco Gauff: rimarrà nella memoria una volée in tuffo d’altri tempi nel tie-break decisivo. Noskova ha avuto la meglio su Marta Kostyuk, tirando più forte e preciso, domando la forza dell’ucraina. Sarà la prima finale tutta ceca della storia di Wimbledon, la seconda nell’Era Open (Stati Uniti a parte) a mettere di fronte due giocatrici della stessa nazione dopo che nel 1971 Evonne Goolagong batté Margareth Smith Court nel derby australiano. Muchova giocherà la seconda finale Slam in carriera, dopo quella spettacolare al Roland Garros 2023, quando aveva messo alle strette Swiatek. Prima in assoluto invece per Noskova, classe 2004, che viene da undici vittorie nelle ultime dodici partite. Striscia ancor più positiva invece per l’esperta connazionale, a dieci vittorie consecutive grazie al titolo a Bad Homburg (Noskova aveva vinto una settimana prima a Berlino).
imprevedibilità—
La finale di quest’oggi sarà storica. In primis, ci sarà una nuova campionessa Slam. Ma sarà anche il sigillo per una nuova vincitrice diversa, la decima da Serena Williams nel 2016 in poi. E sarà la prima volta in assoluto, nella storia degli Slam, che in dieci anni nessuna giocatrice sia riuscita a ripetersi nello stesso torneo. Di certo l’erba, per la sua imprevedibilità e le condizioni a cui è difficile abituarsi, aumenta la complessità di vincere più volte. E dà molto più spazio a sorprese e risultati sorprendenti: quest’anno tre delle prime cinque teste di serie hanno perso prima degli ottavi, con la n.1 al mondo Sabalenka sconfitta proprio al quarto turno, e solo la quarta testa di serie Jessica Pegula ai quarti. Una conferma delle insidie che presenta la superficie, ma anche dell’assenza di una vera dominatrice nel tennis femminile. Basti pensare che nel decennio precedente, dal 2006 al 2016, cinque giocatrici hanno vinto Wimbledon: ovviamente Serena, la sorella Venus, le francesi Marion Bartoli e Amelie Mauresmo, la ceca Petra Kvitova, due volte campionessa.
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unico—
Se proprio si vuole trovare un filo rosso, tra questi successi differenti, può essere solo la nazionalità: su dieci giocatrici, tre sono ceche. Dopo Vondrousova e Krejcikova, 2023 e 2024, toccherà a Muchova o Noskova nel 2026. Con l’intermezzo, sempre est europeo, di Iga Swiatek. Serena Williams, infatti, non è solo l’ultima ad aver vinto due volte di fila. È anche l’ultima americana ad aver trionfato a Wimbledon. E le sole non europee ad aver vinto in questo decennio sono Ashleigh Barty, australiana, nel 2021, e Rybakina (nata però a Mosca, poi naturalizzata) per il Kazakistan nel 2022. Inoltre, si conferma un’altra tendenza del tennis femminile: nessuno, dal 2015, ha vinto almeno due dei primi tre Slam dell’anno (Australian Open, Roland Garros e Wimbledon). L’ultima a riuscirci? Ovviamente Serena, che nel 2015 li vinse tutti e tre, prima di perdere in semifinale allo Us Open contro Roberta Vinci. Prima di lei, bisogna tornare indietro di 20 anni: Mauresmo, nel 2006, vinse sia sul cemento di Melbourne che sui prati londinesi. Alla fine, c’è una sola certezza: Wimbledon, non solo per il dress code bianco e le rigide regole di accesso al Royal Box, si conferma unico. E, in termini di vittorie, anche imprevedibile.
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