Roma, 11 luglio 2026 – La partita sul Monte dei Paschi entra nella settimana decisiva. Mentre gli advisor passano ai raggi X l’offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata da Intesa Sanpaolo e la proposta di fusione alla pari avanzata da Banco Bpm, a Siena cresce l’attesa per il consiglio di amministrazione convocato giovedì. Sarà quella la prima occasione per una valutazione, almeno preliminare, sui due progetti destinati a ridisegnare la geografia bancaria italiana.

Prima, però, toccherà a Banco Bpm. Martedì il consiglio di amministrazione di Piazza Meda dovrebbe ricevere dall’amministratore delegato Giuseppe Castagna un’informativa sul risiko e sui possibili sviluppi dell’operazione con Mps. Una mossa attesa, perché l’invito rivolto a Rocca Salimbeni a studiare una fusione alla pari deve ora trasformarsi in una proposta concreta, capace di competere con quella già formalizzata dal ceo di Intesa Carlo Messina e che valorizza Mps circa 33,4 miliardi di euro, poco meno dei 34,2 miliardi raggiunti dalla banca senese in Borsa.

Giuseppe Castagna, amministratore delegato di Banco Bpm

Giuseppe Castagna, amministratore delegato di Banco Bpm

La differenza tra i due scenari

A Siena la differenza tra i due scenari appare netta. Il successo dell’operazione di Intesa determinerebbe la fine del percorso autonomo del Monte, tornato protagonista del mercato dopo l’integrazione con Mediobanca e diventato la terza banca italiana. Il progetto prevede inoltre la cessione a Unipol di circa metà della rete di Mps. La fusione con Banco Bpm, invece, consentirebbe almeno sulla carta di proseguire il cammino di crescita autonoma, facendo di Siena e Milano i due pilastri di un nuovo terzo polo bancario. Anche le parole pronunciate a fine giugno dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio sembrano indicare una particolare attenzione alla tutela dell’indipendenza del Monte. Il manager ha sottolineato che il valore della banca non sarebbe ancora pienamente riconosciuto dal mercato e che Mps dispone di un “enorme potenziale” per accrescerlo ulteriormente. Lovaglio ha inoltre definito positiva, per i clienti, i dipendenti e per l’intero Paese, la presenza di un grande operatore indipendente capace di rafforzare la concorrenza in tutti i segmenti.

Rocca Salimbeni, sede centrale di Banca Monte dei Paschi di Siena

Rocca Salimbeni, sede centrale di Banca Monte dei Paschi di Siena

Il vincolo della passivity rule

Resta però il vincolo della passivity rule, che impedisce al consiglio di adottare iniziative difensive capaci di ostacolare l’offerta di Intesa senza una preventiva autorizzazione dell’assemblea. Mps rinnova, intanto, il suo legame con Siena. La banca e il Comune hanno raggiunto un accordo transattivo che chiude il contenzioso sul contratto derivato sottoscritto nel 2002 e rinnovato nel 2005. L’intesa consentirà a Palazzo Pubblico di liberare circa 7,1 milioni di euro finora accantonati e di destinarli a nuovi investimenti. Comune e Monte hanno inoltre deciso di finanziare con un milione di euro il rinnovo dei costumi del Corteo storico del Palio: 500mila euro saranno destinati alle diciassette Contrade e altrettanti alle monture di proprietà comunale.