di
Virginia Nesi

Spagna, tra i morti anche quattro turisti inglesi. I dispersi sono 23. La causa dell’incendio attribuita alla caduta di un cavo elettrico ai lati di una strada statale

«La casa era circondata dal fuoco. Noi dentro e il fuoco fuori». Francisco Collado prende fiato. È stato appena messo in salvo mentre le fiamme arrivano senza controllo a Bédar, dopo aver inghiottito Los Gallardos. Lì, a poco più di 80 chilometri da Almería, giovedì è scoppiato l’incendio più letale mai registrato in Andalusia. Circa quattromila ettari di terreni rasi al suolo. Ci sono almeno 12 morti, 23 dispersi, otto feriti, oltre 1.400 evacuati. Le prime indagini attribuiscono l’origine del rogo alla caduta di un cavo elettrico ai lati di una strada statale. Il vento e il terreno arido dopo settimane di caldo estremo hanno creato rapidamente un fronte lungo 15 chilometri.

Fuga senza scampo

A Bédar l’aria odora di plastica e pneumatici bruciati. Un testimone descrive varie automobili «completamente fuse» in una strada forestale sterrata e senza uscita. Da lì, un gruppo di persone ha cercato di scappare senza avere scampo. Ángel Francisco Collado Fernández, il sindaco di Bédar, è stremato. È andato a bussare porta a porta ai residenti del municipio. Racconta che alcuni hanno disobbedito agli ordini di evacuazione. La scelta si è rivelata fatale. «Si sono trovati in una trappola di fuoco. Hanno imboccato un percorso che non era quello di evacuazione», ha spiegato l’assessore andaluso delle Emergenze Antonio Sanz. Quattro vittime sarebbero cittadini britannici. Li hanno trovati senza vita dentro un’auto con la guida a destra. Almeno altre sette persone — tra cui uno spagnolo e un belga — sono morte mentre camminavano dopo aver abbandonato i veicoli per fuggire a piedi.



















































Esame del Dna

L’Istituto di Medicina Legale di Almería ha completato le autopsie ma al momento non è possibile «precisare né l’identità né la nazionalità» di nessuna delle 12 vittime. Toccherà al dipartimento di Biologia del servizio di Criminalistica della Guardia Civil analizzare i campioni raccolti per identificare i corpi con l’esame del Dna.

«Cercate mia figlia»

Per diverse ore Patricia McGough ha convissuto con l’angoscia. «Mia figlia è scomparsa. Stava guidando una Ford Fiesta rossa e aveva con sé il suo cane. Qualcuno l’ha vista?», ha scritto in un post su Facebook, uno dei tanti appelli diffusi online. A ogni ora, lo sgomento di questa cittadina britannica residente a Los Gallardos si è moltiplicato. Poi, una notizia, buona. «La ragazza è sana e salva», ha fatto sapere un amico di famiglia.

Niente calcio

Tutta l’Andalusia si ferma per ricordare le vittime. Il presidente del governo regionale andaluso Juan Manuel Moreno (Partido Popular) ha decretato tre giorni di lutto ufficiale nella Comunità. Almería ieri ha annullato le proiezioni pubbliche sui maxischermi per vedere la partita del mondiale Spagna-Belgio.

I reali: costernati

Il Paese intero è sotto choc. Il premier Pedro Sánchez ha espresso «enorme tristezza e sconforto». Il re Felipe VI e la regina Letizia si sono detti «profondamente costernati per la tragedia». Dall’Italia, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni hanno espresso «profondo cordoglio per le vittime». Intanto l’Unione europea ha attivato il servizio di mappatura satellitare Copernicus per monitorare l’evoluzione dell’incendio e valutarne i danni. «Qui gli incendi, anche se diminuiti negli anni, sono sempre più estesi e violenti a causa dei cambiamenti climatici e dello spopolamento delle zone rurali. Gli investimenti del governo per prevenirli sono ridicoli. Tra 15 anni queste estati non saranno più un’anomalia ma la normalità», dice al Corriere Víctor Resco de Dios, professore di ingegneria forestale all’Università di Lleida.

11 luglio 2026 ( modifica il 11 luglio 2026 | 08:38)