La scomparsa di Peppino Di Capri ha riportato alla memoria non solo le sue canzoni, ma anche uno dei momenti più divertenti della televisione italiana. 


Tra i tanti ricordi riaffiorati in queste ore, ce n’è uno che porta la firma di Massimo Troisi e che, a oltre trent’anni di distanza, continua a strappare sorrisi. Era il 30 dicembre 1990 quando, ospite di Pippo Baudo a Domenica In, Troisi diede vita a un monologo diventato un classico della comicità italiana.


 

Con la consueta ironia, immagina che il leader della Lega Lombarda “in disgrazia” all’interno del partito per un episodio tanto improbabile quanto irresistibile.


Secondo il racconto dell’attore napoletano, tutto accade al termine di una riunione tra i dirigenti della Lega Lombarda nella casa di Bossi. Si è fatto tardi e uno dei presenti propone: «Umberto, beviamo qualcosa?». Bossi acconsente e indica un mobile dove trovare i bicchieri. Mentre uno dei dirigenti li cerca, fa accidentalmente cadere un pannello nascosto. Dietro quel pannello compare un vecchio 45 giri. A quel punto Troisi, con i suoi tempi comici perfetti, lascia crescere la suspense prima della battuta finale: era un disco di Peppino Di Capri! E non un disco qualunque. Sulla copertina c’è una dedica autografa che rende la scena ancora più esilarante: «A Umberto Bossi, con simpatia. Peppino».




È proprio questa scoperta, racconta ironicamente Troisi, a provocare lo scandalo tra i dirigenti della Lega Lombarda. L’idea che il leader custodisse in casa un 45 giri dedicato da Peppino di Capri diventa il fulcro di una gag costruita sul paradosso e sui contrasti politici e culturali dell’Italia di quegli anni.


Ancora oggi quel siparietto è considerato uno dei vertici della comicita di Massimo Troisi: un monologo capace di trasformare un semplice disco di Peppino di Capri in un oggetto “compromettente”, regalando al pubblico una delle battute più memorabili della storia della televisione italiana.




Ultimo aggiornamento: sabato 11 luglio 2026, 14:08





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