Che barba, che noia
I primi tre sono arrivati nell’ordine in cui sono partiti, il quarto e il quinto della griglia si sono invertiti le posizioni, così come c’è stato un lieve rimescolamento tra la sesta e la nona posizione, complice anche la caduta di Franco Morbidelli; in generale però la Sprint del Sachsenring si è trasformata in una noiosa processione. L’esito della gara breve tedesca si è sostanzialmente deciso alla prima curva e per trovare dei sorpassi in pista serviva cercarli con il lanternino.
Sono stati 15 giri piuttosto soporiferi quelli di questo pomeriggio ed evidentemente non solo per gli spettatori che da casa guardavano la corsa, visto che anche Pedro Acosta – ottavo al traguardo – ha confermato ai giornalisti presenti in Germania di non essersi divertito particolarmente, anzi.
L’idea di Acosta
“In moto la gara è stata più divertente? No. Assolutamente no – ha sottolineato con la consueta onestà Acosta, che ha anche suggerito una soluzione pratica – penso anche che sia piuttosto difficile offrire belle gare ai tifosi se una Sprint dura 15 giri. È piuttosto complicato. Capisco che ci sia una regola secondo cui [lo Sprint] rappresenta la metà della gara della domenica, ma 15 giri sono tanti per una Sprint. Forse si può arrivare fino al decimo giro, più o meno“.
In meno giri, è il logico ragionamento di Acosta, c’è meno tempo di allungare per chi ha una moto più competitiva: “Dalla prima all’ottavo posizione, dove mi trovavo io, c’erano solo circa 3 secondi [fino al decimo giro]. Può essere un bello spettacolo. Magari si potrebbero ridurre i giri delle Sprint sui circuiti che ne hanno così tanti”, ha ribadito. Il pilota della KTM ha anche confermato che cercare di seguire da vicino un altro pilota è stato estremamente difficile. “La difficoltà sta nello stare dietro ad altri. Se sei davvero molto vicino, è più difficile che sorpassare”, ha spiegato.