di
Enrica Roddolo
Per tifare la nazionale norvegese è arrivato da Oslo il figlio di re Harald, ed erede al trono. Per i Tre leoni c’è David Beckham, nella King’s Foundation del Re, con la moglie
Sugli spalti per la Norvegia c’è l’erede al trono, il principe Haakon Magnus. Per il Regno Unito non c’è l’erede il principe William, ma c’è Sir David, David Beckham, ambassador della fondazione di re Carlo III la King’s Foundation. E con lui c’è Lady Victoria.
Haakon di Norvegia, giacca e cravatta ma una grande sciarpa rossa con i colori della nazionale, ha cantato con evidente emozione l’inno. E’ arrivato allo stadio a Miami, dopo esser sceso in strada a Oslo con i tifosi dopo la vittoria il 6 luglio. Nella notte di quella storica vittoria, che per la prima volta ha portato la Norvegia ai quarti di finale, il principe si era «messo ai remi» con migliaia di tifosi.
Oggi il principe Haakon ha ricevuto anche l’incoraggiamento da parte dell’erede dell’altra grande monarchia del Nord, la Svezia. La principessa Victoria, figlia di re Carlo XVI Gustavo, ha infatti parlato al telefono da Stoccolma per augurare buona fortuna nella sfida contro l’Inghilterra.
E a New York, per i primi quarti a un Mondiale della Norvegia, c’erano i figli Ingrid Alexandra e Sverre Magnus che ertano scesi negli spogliatoi per abbracciare il calciatore Erling Haaland, congratulandosi. Mentre da Oslo la famiglia reale postava la prima immagine della madre, la principessa Mette-Marit dopo il trapianto di polmoni, con la sciarpa della nazionale di calcio. Persino l’anziano re Harald con la regina Sonja hanno espresso in questi giorni tutto il loro tifo calcistico.
Va detto, questa semifinale ai Mondiali se ha il sapore di una conquista nel mondo del calcio, ha anche un po’ il sapore del riscatto per la casa reale dopo un annus horribilis per la sua monarchia: l’aggravarsi della malattia della principessa Mette Marit, dopo l’arresto e il processo del figlio prima del matrimonio.
Ma i tre Leoni che oggi danno battaglia alla Norvegia hanno il sostegno del principe forse più appassionato di calcio dell’intero Gotha: William, erede di re Carlo III.
«Ben fatto Inghilterra! Si va ai quarti di finale!» Firmato W. L’entusiasmo del principe di Galles era sfociato in un post nel cuore della notte dopo la vittoria dei tre leoni sul Messico. Dopo che aveva promesso: «Certamente andrò negli Usa, se saremo in finale». Parlando al microfono del podcast della stella del football americano Travis Kelce il principe alla domanda su cosa sia per lui partecipare ai mondiali ha detto: «Penso l’obiettivo sia vincerli».
Quindi aveva parlato dello stile del mister dell’Inghilterra, «più fluido e meno difensivo». Svelando che re Carlo, al contrario, non è un tifoso di calcio. Alla domanda se la sua passione per l’Aston Villa gli sia stata passata dal padre, il principe di Galles – per applaudire la sua squadra del cuore campione della Uefa Europa League Final 2026 era volato fino a Istanbul – William infatti ha rivelato: «Assolutamente no. Mio padre non ama il football».
William è presidente della Football association britannica, e grande appassionato di pallone, passione sportiva che condivide con i figli George e Louis ma anche Charlotte con la quale ha fatto coppia spesso per messaggi di incoraggiamento alla Nazionale. Ieri però William era impegnato a Londra con la quindicesima edizione della Polo Cup, per finanziare progetti sociali. Ma se i Tre Leoni arriveranno in finale William (e probabilmente anche la principessa Catherine) voleranno negli Usa.
11 luglio 2026 ( modifica il 11 luglio 2026 | 23:32)
© RIPRODUZIONE RISERVATA