election day

Angela Finocchiaro è la protagonista di Election Day di Giorgio Amato, nei cinema. Con lei, in questa scena, Giorgio Tirabassi.

EXIT POLL, DELIRI RAZZISTI, spin doctor arriviste. E: revenge porn, tradimenti di vario genere, fino a una mamma workaholic e progressista, impegnatissima in politica e con ambizioni governative. Sono gli ingredienti di Election Day, il film di Giorgio Amato, distribuito al cinema da Medusa.

Gli incassi di Election Day

In 24 ore, complice una campagna di lancio abbastanza presente su tutti i media, ha incassato 10.443 euro: è ottavo nella Top 10 degli incassi. Unico italiano. Davanti, ha l’horror dell’estate Backrooms, che nelle stesse 24 ore ha incassato “solo” 1500 euro in più.

Election Day: genere e cast del film italiano appena uscito nei cinema

Election Day è una commedia velenosa ma non troppo corrosiva (speravamo di più), nella quale è facile trovare molto della nostra attualità. E riderne sopra. Per questo ha incuriosito gli italiani? Aggiungete il cast: intorno alla protagonista Angela Finocchiaro, sempre molto amata, ruotano Antonio Gerardi, Giorgio Tirabassi, Giulia Gualano e Crisula Stafida. E poi Camilla Icardi, Livio Kone e Maria Amelia Monti. Tutte pedine di questa farsa su opportunismo, razzismo, sessismo e scontro tra pubblico e privato.

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Angela Finocchiaro e Maria Amelia Monti

Che storia racconta Election Day: trama del film con Angela Finocchiaro

Mentre la deputata progressista Renata Innocenti (Angela Finocchiaro) vive l’ansia dei primi exit poll di una elezione mai così equillibrata, e che potrebbe portarle una carica da Ministro nel nuovo governo, un inatteso scandalo rischia di travolgerla. Il suo compagno, il noto giornalista sportivo Carlo De Santis (Antonio Gerardi), sembra aver insultato in diretta un calciatore nero. Chiusa in casa con il proprio staff – composto dalla spin doctor Anita (Giulia Gualano) e dalla sua social media manager Sara (Crisula Strafida) – la politica cerca di limitare i danni. Anche con l’aiuto dell’ex marito e collega di partito Giulio (Giorgio Tirabassi), inviato dalla direzione per supervisionare la situazione. Una presenza mal tollerata da Carlo, che inizia a sfogare il suo razzismo in seguitissime dirette online. Il che rischia di peggiorare ulteriormente la situazione, insieme all’arrivo del fidanzato della figlia della deputata, Chiara (Camilla Icardi). Che forse ha scelto il momento peggiore per rivelare alla madre il lavoro del suo amato Olivier (Livio Kone), in arte “Furia”.

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La recensione di Election Day

Cosa resta della politica, oggi? E cosa resta di una persona quando la sua immagine pubblica va in pezzi? Amato sceglie un taglio curioso per portare sullo schermo cliché che quotidianamente scatenano faccia a faccia violentissimi sul web o in tv. E per criticare sia l’ipocrisia di certa retorica comune, che le superficiali soluzioni offerte da un sovranismo sempre più di comodo. Situazioni che tutti conosciamo e sulle quali tutti abbiamo un’opinione. L’innesco perfetto per un quasi instant movie (il film è stato girato in poche settimane a fine 2025) che segue le precedenti cine-provocazioni del regista (Oh mio Dio! e soprattutto Il Ministro) che però erano più riuscite. E approfondite.

Anche stavolta si svolge “tutto in una notte”, per dirla con John Landis. Tutto (o quasi) nella casa dove esplode la bomba, i nodi vengono al pettine, ogni bassezza diventa possibile e ogni segretezza inutile. Una concentrazione di spazio e tempo che paradossalmente diminuisce il ritmo, forse proprio per i vincoli imposti ad attori e personaggi, le cui parabole sono piuttosto piatte. E si dirigono verso una sorpresa finale, simpatica per quanto consolatoria.

Più qualunquismo che ironia

Un peccato. Forse perché qualche scena “più forte” (come ha svelato Giulia Gualano, la cui Anita è il termometro morale degli avvenimenti) è stata tagliata. A tratti l’azione sembra procedere solo per le novità che arrivano dalla tv, dalla rete o dai vari soggetti coinvolti. Scelte rispettabili, ma che impediscono al film di approfondire l’intreccio tra il dietro le quinte della politica e le debolezze della famiglia sempre meno rifugio e sempre più carnage (per dirla alla Polanski). Insomma, c’ è più qualunquismo che ironia in questo catalogo delle ipocrisie nazionali. Il film ci costringe a guardarci allo specchio, certo. Ma senza sbeffeggiarci e sferzarci abbastanza. Restano le riflessioni su certi atteggiamenti di facciata, sul maschilismo che ancora oggi si fatica ad ammettere, sulla mania del controllo e il bisogno di conferme che ci fa essere tanto dipendenti dai social…

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Giorgio Amato (a destra) sul set

Il regista Giorgio Amato: Il cinema può e deve fare la sua parte

Il regista presenta così Election Day, suo sesto lungometraggio. «Esistono alcuni valori etici e morali che dovrebbero essere condivisi da qualsiasi ideologia politica, tanto di destra quanto di sinistra. Valori universalmente riconosciuti dalla nostra Costituzione. Il rispetto, la dignità e i diritti di tutti gli esseri umani. Così come la libertà, l’uguaglianza, la giustizia. Alcuni di questi valori possono variare leggermente a seconda delle culture. Ma nessuno di questi principi dovrebbe essere strumentalizzato per meri scopi propagandistici.

Quello a cui assistiamo negli ultimi anni, invece, è un preoccupante aumento dell’odio in tutte le forme peggiori. Dal linguaggio violento sui social media, all’escalation di episodi di intolleranza e discriminazione nelle strade delle nostre città. Questi fenomeni, che stanno accadendo sotto i nostri occhi, sembrano il sintomo di una crisi più ampia. La mia convinzione di autore è che anche il cinema possa e debba fare la sua parte, magari anche con una commedia leggera, capace di portare lo spettatore a riflettere su argomenti complessi, seppur con un sorriso».

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Il trailer di Election Day, il film italiano nei cinema