Jannik è già nella storia, vincere due volte di fila Wimbledon lo farebbe entrare nella leggenda
12 luglio – 08:20 – LONDRA
L’erba voglio di Sinner si raccoglie soltanto nel giardino dei re. Quello dell’All England Club, dove un anno fa aveva sollevato il trofeo più iconico del tennis. Conquistare Wimbledon significa entrare nella storia di questo sport, farlo due volte di fila è un salto nella leggenda. Pochi ci sono riusciti fino a oggi nell’Era Open, e a leggere i nomi fa una certa impressione. Oggi alle 17 italiane sul Centre Court affronterà Zverev per diventare il decimo tennista a vincere due volte di fila il titolo. E dire che l’esordio nel torneo aveva fatto tremare i polsi, cinque set contro Kecmanovic e lo spettro di un’uscita prematura come al Roland Garros. E poi il caldo feroce in questi giorni a Londra, le misure di sicurezza per sopportarlo e una forma Slam raggiunta un passo dopo l’altro, senza brillare ma portando sempre a casa la pagnotta in tre set. Il salto di qualità visto contro Novak Djokovic è la conferma che è stato fatto un lavoro preciso per arrivare fino a qui, all’atto finale contro il tedesco battuto 10 volte in 14 incontri, le ultime nove consecutivamente. Ora il livello del numero 1 al mondo è al massimo: servizio, colpi da fondo e movimenti in campo.
Retroscena—
Andre Agassi ha rivelato anche un piccolo retroscena, quando parlava del tempo sulla palla che nelle prime partite non era quello a cui Jannik ci aveva abituato. L’ex allievo di Darren Cahill aveva raccontato che quando lui aveva questo problema, il coach australiano lo portava ad allenarsi indoor per sentire meglio la palla. E così è stato anche per Jannik, che nella prima delle due giornate di pausa tra i quarti di finale vinti contro Struff e la semifinale di Djokovic è proprio andato sui campi indoor per affinare e ripulire i colpi su una superficie dura, dove rimbalzo e appoggi sono perfettamente regolari. Ma soprattutto erano due giorni per tornare a sentire la palla uscire pulita dalle corde della racchetta, ritrovare il giusto timing e ascoltare quel suono secco della palla colpita perfettamente al centro del piatto corde, capace di schizzare via come un proiettile: “Mentalmente sapevo di dover alzare il livello contro Djokovic — ha raccontato Sinner dopo la partita —. Ci sono riuscito e questo mi ha sicuramente aiutato. Negli ultimi giorni ho lavorato duramente per ritrovare un buon ritmo. Ringrazio anche il mio team, che ha fatto in modo di mettere il mio corpo e la mia mente nelle migliori condizioni possibili per essere competitivo”.
routine—
Anche ieri, la routine è stata la solita: allenamento alle 13 locali, con tutta la squadra al completo. È arrivato anche Andrea Cipolla, l’altro fisioterapista e osteopata del team insieme ad Alejandro Resnicoff. Jannik era vestito in total black, come quando ha vinto il titolo di Roma e dall’altra parte della rete, ancora una volta, c’erano due sparring. Non una buona notizia per Zverev che dovrà prepararsi a sostenere un ritmo altissimo da subito. Sinner ha anche lavorato per un po’ a rete, con diverse volée, e anche dopo la vittoria in semifinale ha ammesso di aver centellinato le smorzate, con l’obiettivo di ricorrervi un po’ di più per avere un’altra arma a disposizione. Sa che si troverà di fronte uno Zverev diverso, aggressivo e carico come non mai: “Ha tanta fiducia nei propri mezzi ed è estremamente rilassato in campo. Sono felice di affrontarlo. Cercherò di giocare il mio miglior tennis. Ma sarà una partita molto difficile, molto diversa da tutte quelle che abbiamo disputato in passato”. Perché sarà contro un campione Slam, e non più contro Sascha l’eterno incompiuto, che a 29 anni e con il timbro di predestinato fin da giovanissimo, non era mai riuscito a conquistare uno dei quattro trofei dei sogni. Jannik lo sa, questo è un rivale “nuovo”: “Lui ci ha provato per tanto tempo e, quando finalmente ci è riuscito, credo abbia vissuto una sensazione incredibile, un momento che ti dà una grande spinta di fiducia – ha commentato il numero 1 al mondo -. Lo abbiamo visto qui, è aggressivo e sta servendo molto forte. È un avversario difficile da affrontare, lo era già prima, ma ora ancora di più grazie alla fiducia che ha. È molto rilassato. Sta giocando un tennis incredibile”.
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cena e mondiale—
Ieri i due si sono appena sfiorati sui campi di Aorangi Park dove Zverev è arrivato intorno alle 14, auricolari nelle orecchie. Avrebbe dovuto allenarsi sul campo 3 alla stessa ora di Jannik ma ha cambiato programma e ha scelto di dedicarsi prima a palestra e massaggi e poi al lavoro sul campo uno, dove c’era Sinner. La serata della vigilia l’ha trascorsa con un piano di total relax in famiglia. Partita dell’Inghilterra e cena a casa, compresa Laila Hasanovic, arrivata per l’ultimo atto. Nessun rito particolare, salvo non voler vedere il vestito per l’eventuale ballo dei vincitori fino all’ultimo momento: “Mi piace guardare il calcio in questo periodo, e metterò una sveglia non troppo presto per potermi riposare. Voglio godermi ogni momento, perché so bene quanto siano rare queste giornate”.
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