Lo spagnolo della Ducati domina dal primo all’ultimo giro e precede le Aprilia Trackhouse. Quarto Acosta, poi l’Aprilia ufficiale di Martin che conserva la vetta. Ottavo e nono posto per Marini e Bastianini. Caduta e ritiro per Di Giannantonio e Alex Marquez
“Vincere è difficile, rivincere di più”, ripete spesso Julio Velasco. Concetto tante volte ribadito da altrettanti campioni di ogni sport. Il significato è palese. Dare il meglio di sé, a prescindere dalla propria superiorità, è dura in qualsiasi campo, pedana, piscina. Non per Marc Márquez al Sachsenring. Marc Márquez al Sachsenring vince, vince sempre. E lo fa senza discussione, senza alcun dubbio. Ieri si è conquistato la pole, si è preso la gara Sprint e oggi si è ripetuto mettendosi in testa dal primo metro della gara e restandoci fino all’ultimo. Tralasciando le prime due stagioni, che consideriamo di apprendistato, quelle del 2008 e del 2009 in 125, Marc nel circuito della Sassonia ha corso 14 volte, vincendone 13 (e in 13 è partito in pole). Quella di oggi è stata la 10ª in MotoGP. In tutta la storia del Motomondiale solo un pilota aveva vinto 10 volte nella massima categoria sullo stesso circuito: era stato Giacomo Agostini a Imatra, in Finlandia.
incoronato—
Alle squadre che vincono 10 volte il campionato danno una stella, Marc Márquez, per la 10ª nel suo circuito preferito, si è autoincoronato: letteralmente, si è messo una corona da Re sotto la sua tribuna, quella dove erano assiepati i tifosi colorati di rosso con tanti numeri 93. Non c’è cronaca, o meglio, non relativamente alla corsa di Marc. Che, come detto, qui fa uno sport diverso. Per questo il secondo e il terzo posto delle due Aprilia Trackhouse, rispettivamente con Ai Ogura e Raul Fernandez, assomigliano molto al bis delle doppiette (nella Sprint e in gara) ottenute due settimane fa ad Assen, nel Gran Premio d’Olanda. Appunto perché Márquez qui non fa testo. Mentre fa veramente effetto quel che la seconda squadra, il team americano di Aprilia, riesce a combinare da un po’ di gare a questa parte. Peraltro con il 50° (e il 51°) podio per Noale in MotoGP.
“cos’hai bevuto?”—
È da dire che il Sachsenring sembra veramente fatto apposta per Marc, chi lo ha disegnato nella sua ultima versione, inaugurata nel 1996, nemmeno provando avrebbe mai potuto indovinare esattamente ciò che piace di più al campione del mondo spagnolo. “Sono super felice – ha sorriso Marc Márquez – È stato un weekend speciale, ero estremamente concentrato. Se volevo avere una possibilità di vincere il campionato dovevo attaccare qui. E l’ho fatto. Sono molto felice anche di aver raggiunto le 10 vittorie qui al Sachsenring”. E alla fine, questo è quello che ci rimane. “Se qualcuno mi avesse detto, dopo il Mugello, quando ero a 102 punti di distanza dal Bez, che avrei recuperato quasi tutto in tre-quattro gran premi, gli avrei chiesto: ‘Ma cosa ti sei bevuto?’”. Aveva detto così Marc Márquez alla Gazzetta alla vigilia della gara di Assen. E invece è esattamente quello che è successo. Anzi, persino di più: oggi Marc il Bez lo ha superato.
martin resta primo—
In testa alla classifica c’è Jorge Martin, “campione d’estate”, a metà stagione esatta, oggi quinto e per nulla soddisfatto del piazzamento. Intanto, perché ancora una volta le due Aprilia “satellite” hanno fatto meglio della sua, e poi anche per il sorpasso patito da Pedro Acosta, ottimo quarto. E piuttosto clamorosamente, ma del tutto meritatamente, al secondo posto mondiale, a 14 punti da Jorge, c’è Ogura. “Sono veramente felice – ha detto, laconico come sempre, il giapponese – è stata una domenica migliore di quel che mi aspettavo su questo circuito. È stato molto difficile superare Raul, mentre poi sono riuscito a prendere un buon passo fino alla fine”. Per tutto il resto, la pista non sortisce esattamente ciò che vorremmo vedere: nel senso che lo spettacolo è un’altra cosa. Perché i sorpassi sono rari, belli quelli citati di Acosta su Martin e quello nel derby di Ogura su Fernandez. E basta. Così i colpi di scena più eclatanti sono stati le cadute. Quella di Fabio Di Giannantonio, quando era quinto, volato via alla curva 10. E poi quella di Alex Márquez che, esattamente come sabato, era scattato secondo, cercando di tallonare il fratellone, per poi però cadere alla curva 13. Peccato soprattutto per il Diggia che, da terzo nel Mondiale, con una buona chance, data l’assenza di Marco Bezzecchi (che questa mattina è stato operato con successo alla clavicola sinistra dal dottor Giuseppe Porcellini a Sassuolo), lascia la Germania da quinto in classifica. Cioè, dietro Bezzecchi, a 2 punti da lui.
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