Non c’è storia: 5 partite vinte su altrettante giocate nonostante Lamine e Cubarsì siano già in nazionale maggiore. Le stelle? Junyent e Pitarch
La cantera spagnola è inesauribile. Ieri in Galles la nazionale under 19 della Roja ha conquistato l’Europeo di categoria. È il decimo successo della Spagna nelle 23 edizioni organizzate dal 2002, data di riorganizzazione del torneo, e negli ultimi 3 anni, dopo la vittoria dell’Italia, la Rojita ha fatto primo, secondo e primo: la forza del movimento giovanile spagnolo è evidente.
difesa inviolata—
Parliamo della generazione del 2007, ovvero l’anno di nascita di Lamine Yamal e Pau Cubarsí che però sono in altre faccende affaccendati. La nazionale è allenata da Paco Gallardo e ha chiuso il torneo con 5 vittorie su 5 e un parziale di 19-0: quasi 4 gol a partita e per la prima volta nella storia della competizione nessun gol incassato, cosa mai successa nella storia del torneo. La finale, giocata a Wrexham, era Spagna-Germania ed è finita 2-0.
i risultati—
Gli spagnoli hanno battuto 7-0 il Galles, 3-0 la Danimarca e 4-0 la Germania nel girone, poi 3-0 la Croazia in semifinale e di nuovo 2-0 i tedeschi. L’Italia era nell’altro girone e ha chiuso al terzo posto dietro Ucraina e Croazia per i gol fatti perdendo poi ai rigori con la Danimarca nello spareggio per andare al playoff del Mondiale di categoria.
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i nomi migliori—
Il trofeo di miglior giocatore del torneo è andato a Quim Junyent, un ragazzo di Barcellona cresciuto alla Masia e appena passato all’Almeria. È il tipico centrocampista blaugrana. L’altro nome di rilievo è Thiago Pitarch, il pivote del Madrid lanciato quest’anno in prima squadra e protagonista anche in Champions League. Con lui il compagno di squadra Fortea, un altro che si è affacciato in prima squadra coi Blancos. Un altro madridista, Jose Morante, ha chiuso come pichichi con 4 reti col tedesco Stange. Alti giocatori con un possibile gran futuro: Xavi Espart del Barcellona, Hugo Lopez del Villarreal, Ousmane Diallo, origini senegalesi e già al Borussia Dortmund. Non tutti ce la faranno, ma intanto la Spagna continua a produrre talento.
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