E’ già battaglia strategia alla 6h di San Paolo, dove il cielo questa mattina si è presentato nuvoloso dopo aver scaricato acqua sul tracciato di Interlagos e minacciando ancora precipitazioni in questo quarto round stagionale del FIA World Endurance Championship.
Il fondo umido, ma in fase di asciugatura, ha colto in fallo Mike Conway all’uscita dalla pit-lane: il pilota Toyota è finito dritto contro i cartelloni pubblicitari e il team in griglia ha dovuto sostituire il muso della sua TR010 Hybrid #7.
Da qui la decisione della Direzione Gara di svolgere tre giri di formazione prima di dare ufficialmente bandiera verde, con le Cadillac-Jota subito a prendere il comando delle operazioni; Will Stevens è scappato via con la #12, alle sue spalle Earl Bamber non è riuscito a reggere il passo, avendo anche gomme usate sul lato destro, per cui ne ha approfittato Kevin Magnussen per salire secondo con la BMW #15.
Le Ferrari #50 e #83 nelle mani di Miguel Molina ed Yifei Ye si sono messe all’inseguimento della Alpine #36 di Frédéric Makowiecki in quel momento quarto, con Antonio Giovinazzi che pian piano ha riportato la 499P #51 dietro alle altre due sorelle, superando i rivali approfittando anche del traffico.
Intanto sono arrivate anche le prime penalità: 5″ comminati a Conway e Ye per partenza irregolare, così come Yohannes Zelger, per un giro al comando con la Mercedes-Iron Lynx #79 ma sanzionato con un Drive Through per scatto anticipato, lasciando poi a combattere in LMGT3 Lexus e Ford.
A metà della prima ora sono rientrate ai box Alpine #35, Porsche-Manthey #91 e Lexus-ASP #78 cambiando la strategia, cosa che hanno fatto anche BMW #20 e Peugeot #93 in occasione della prima sosta mettendo meno energia e finendo così fuori sequenza.
Problemi invece per le Cadillac alla sosta: l’anteriore sinistra di Stevens non si è svitata subito, Bamber è arrivato storto in piazzola e i meccanici lo hanno dovuto riposizionare, cosa che ha spedito le V-Series.R indietro.
All’inizio della seconda ora è stato chiamato un breve Full Course Yellow per rimuovere detriti e qui sono stati colti nell’errore Molina, Conway e Daniel Juncadella (Genesis #19), sanzionati con un Drive Through.
André Lotterer si è invece reso protagonista di un contatto ruvido con la Toyota #8 di Brendon Hartley mentre lottavano per risalire in Top10, provocandogli danni all’anteriore destra. Fra l’altro, il neozelandese – tornato in azione dopo una lunghissima sosta in garage per cambiare la sospensione – si era preso anche 5″ per aver mandato fuori pista un’altra vettura nelle fasi concitate di sorpassi e doppiaggi.
Attualmente la classifica vede Magnussen davanti con la BMW #15 con una decina di secondi su Stevens scatenato che sta cercando di riprenderlo, Ye è salito terzo e migliore delle Ferrari con dietro la Peugeot #94 di Loic Duval e Giovinazzi, incalzato da Bamber con la Cadillac #38 e protagonista di una tamponata alla Mercedes-Iron Lynx #61 di Martin Berry che è andato in testacoda, ma sanzione evitata dal pugliese vista la situazione di traffico concitata.
La Genesis #17 di Lotterer è subito dietro al neozelandese, poi ci sono le Aston Martin Valkyrie a completare la Top10 assieme alla Genesis #19, fuori dalla quale sono tornate BMW #20 e le due Alpine avendo una strategia diversa.
In Classe LMGT3 le scornate tra le Ford-Proton #88 e #77 di Stefano Gattuso ed Eric Powell non stanno fermando le Mustang, che guidano la truppa inseguite da BMW-WRT #69 e Ferrari-AF Corse #21, che però si dovrà fermare a breve avendo una strategia diversa.
A seguire abbiamo Aston Martin-Heart of Racing #27, Corvette-TF Sport #34 e Lexus-ASP #87, ma la classifica è in continuo rimescolo sia per le strategie che per le battaglie in corso.
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