di
Renato Franco

Costi eccessivi, storie per iniziati, pochi volti noti, resistono solo i classici come Spider-Man

La caduta dei supereroi. Ormai hanno perso il loro potere al botteghino e non volano più. L’ultima a precipitare, nonostante mantello rosso e tuta azzurra, è Supergirl che nella corsa agli incassi si è rivelata fin troppo Normalgirl. Una miseria in Italia (poco più di un milione di euro), numeri globali da bancarotta, perché 130 milioni di dollari sembrano tanti, ma per l’industria del cinema sono niente. In una parola flop. Non il primo negli ultimi anni. Anzi.

Negli anni Dieci sembrava impossibile immaginare Hollywood senza supereroi. Erano il motore dell’industria, le uniche produzioni capaci di garantire incassi miliardari, merchandising, serie tv, spin-off e un pubblico trasversale. Ogni nuovo capitolo era un evento globale. Oggi titoli come Supergirl, The Marvels, Eternals, The Flash, Blue Beetle raccontano una storia diversa: quella di un genere che ha smesso di essere una garanzia di biglietti venduti. Il punto di svolta simbolico è stato Avengers: Endgame (2019), che con quasi 3 miliardi di dollari di incasso sembrava il coronamento di un percorso decennale. In realtà rappresentava, forse, anche la conclusione di una narrazione. I problemi all’origine del fenomeno sono molteplici: la disaffezione del pubblico, la saturazione dell’offerta, i costi astronomici.



















































Intanto il pubblico. I supereroi funzionano quando diventano familiari. Robert Downey Jr. era Iron Man, Chris Evans era Captain America, Chris Hemsworth era Thor. Le nuove generazioni di eroi, da Flash a Shang-Chi, dagli Eterni fino a Blue Beetle, non hanno avuto il tempo — o forse la scrittura — per costruire un rapporto altrettanto solido con gli spettatori.

Quindi l’offerta. Tra cinema e piattaforme di streaming, le due principali potenze americane del fumetto e del cinema — Marvel (l’universo di Spider-Man e Iron Man) e DC (quello di Superman e Batman) — hanno moltiplicato i contenuti: film, serie, speciali, universi paralleli, multiversi. Per seguire davvero una storia bisogna conoscere e aver visto le opere precedenti. Lo spettatore occasionale si è sentito escluso, quello più appassionato sopraffatto.

Infine i costi. Negli anni della pandemia gli studios hanno continuato a investire cifre esagerate: oltre i 250 milioni di dollari di budget, senza contare il marketing, che vale altrettanto. Oggi un film deve incassare più di 600-700 milioni di dollari soltanto per andare in pari. Un risultato che fino a pochi anni fa sembrava normale è diventato improvvisamente insufficiente. Numeri che oggi non reggono. 

Così, negli ultimi tre anni, i superflop non si contano. L’ultimo è Supergirl, ma prima c’era stato The Marvels, il più grande buco nella storia dei Marvel Studios, che in Italia aveva chiuso la sua corsa con soli 3,3 milioni di euro, briciole rispetto al miliardo globale incassato dal primo capitolo. Stesso precipizio per The Flash (sempre 2023) che aveva fatto perdere 200 milioni di dollari a Warner Bros. Avete mai sentito nominare Blue Beetle? Ecco, era un buon motivo per non farne un film: ha avuto recensioni discrete, ma pochi spettatori percepivano quel personaggio — uno scarabeo alieno — come imprescindibile. E così alla fine è stato uno dei peggiori incassi di sempre per l’universo DC, senza arrivare nemmeno a 130 milioni di dollari nel mondo e passando quasi inosservato nelle sale italiane. Ma anche Aquaman e il Regno Perduto, nonostante i 434 milioni di dollari a livello mondiale, non ha saputo generare veri profitti, risultando molto lontano dal miliardo del primo capitolo.

Tra il 2015 e l’inizio del 2020, i film sui supereroi incassavano in media un miliardo di dollari al botteghino mondiale (per ogni uscita). Dopo la pandemia, quella cifra è crollata vertiginosamente. L’eccezione è Spider-Man, forse il più umano tra i supereroi. No Way Home aveva incassato quasi 2 miliardi di dollari nel 2021 nonostante le persistenti difficoltà legate al Covid. In un mercato dove il prezzo del biglietto è aumentato e lo streaming offre centinaia di alternative, il pubblico esce di casa solo per ciò che considera davvero imperdibile. Un supereroe sconosciuto, senza un forte richiamo nostalgico o spettacolare, fatica a diventarlo. I personaggi storici riescono ancora ad accendere l’idea di un grande evento; mentre gli ultimi carneadi arrancano: se la nuova mitologia non decolla, di super rimane solo la caduta.

12 luglio 2026