di
Massimo Gaggi
Da critico a fan di Donald, il senatore era appena tornato da un visita a Kiev
«Il mio rapporto con Donald Trump? Sono la sua stella polare». Risposta a dir poco presuntuosa quella data a febbraio alla rete tv
Nbc
dal senatore repubblicano del South Carolina Lindsey Graham, morto improvvisamente sabato sera, pare per un arresto cardiaco, appena rientrato a Washington da un viaggio Oltreatlantico: con il presidente al vertice Nato di Ankara, poi per la decima volta nella Kiev sconvolta dalla guerra per ribadire a Zelensky il suo ferreo appoggio all’Ucraina.
Trump pensa già al sostituto
Un senatore capace di guidare un personaggio ingovernabile, imprevedibile e capriccioso come The Donald? Un presidente che con grande cinismo, dopo aver espresso cordoglio per la scomparsa di un «patriota e grande alleato», ha subito aggiunto di avere già in mente «qualcuno che sarebbe fantastico» per prendere il suo posto?
Nemico giurato della Russia
Eppure, anche se si è comportato da politico navigato e da opportunista, Graham ha avuto un peso rilevante sulla politica estera Usa, pur non avendo mai ricoperto incarichi di governo. Quando dava risposte come quella alla Nbc, il senatore sentiva il peso delle domande di giornalisti che lo trattavano da camaleonte: prototipo del repubblicano del vecchio establishment, grande fan della Nato e di Israele, nemico giurato della Russia, interventista come John McCain che era stato il suo mentore, Graham aveva costituito in Congresso, insieme con il senatore dell’Arizona e a Joe Lieberman, senatore indipendente vicino ai democratici, anche lui interventista, un’alleanza di falchi soprannominata «3 amigos».
«ci distruggerà»
Quanto Trump si candidò alla Casa Bianca, Graham fece lo stesso per un breve periodo attaccandolo con violenza: «Lo senti e sembra di stare su una rete tv per bambini: dice sono grande, sono forte, ti spacco la faccia. Ma questa non è politica estera, è roba da cartoni animati».
Dopo il ritiro dalle primarie, il senatore continuò ad attaccare Trump e ad ammonire i repubblicani con previsioni lungimiranti: «Se nomineremo Trump, ci distruggerà, e ce lo saremo meritati». Alle presidenziali del 2016 Graham votò un candidato indipendente. Tre mesi dopo, la folgorazione: dopo un colloquio con Trump, insediato da poche settimane alla Casa Bianca, divenne un suo convinto sostenitore. «Tento di essere rilevante» rispose a chi gli chiedeva conto del voltafaccia. Poi articolò meglio, sostenendo che Trump, da pragmatico, aveva riconosciuto le differenze tra loro ma aveva promesso, in cambio del suo appoggio in Senato, di seguire alcune sue indicazioni interventiste sul piano internazionale, pur avendo un’anima un isolazionista.
Energia verde e più immigrazione
Da allora Graham un peso lo ha avuto, anche con le sue frequenti apparizioni sul campo di golf a fianco di Trump. Criticate dalla stampa, ma Lindsey, conoscendolo bene, sapeva che era più facile catturare l’attenzione di Donald in un momento ludico che nei meeting formali, da lui detestati e a volte disertati. Il senatore, che ha sempre avuto idee diverse da Trump sull’energia (favorevole alle rinnovabili e contro la dipendenza da combustibili fossili) e sull’immigrazione («se non procreiamo come il senatore Strom Thurmond che fece 4 figli dopo aver compiuto 67 anni, dovremo darci un sistema per rendere l’immigrazione legale»), ha sempre cercato di arginare la tendenza di Trump ad allontanarsi dalla Nato e a lasciare l’Ucraina al suo destino.
Fino all’ultimo: ad Ankara aveva contribuito a convincere Trump a concedere all’Ucraina la licenza di produzione dei missili Patriot e aveva concordato con senatori democratici e repubblicani una misura bipartisan per sanzionare i Paesi che comprano petrolio o gas dalla Russia.
Cosa che ora alimenta teorie cospirative: l’arresto cardiaco frutto di un complotto russo o iraniano. La rete è già piena di queste illazioni. Come quella dell’influencer Laura Loomer, un tempo vicinissima a Trump: in un post intitolato «la Russia ha ucciso un senatore americano?» chiede un’inchiesta sulla morte di Graham e ricorda che di recente l’ideologo russo Alexander Dugin aveva auspicato la sua eliminazione.
12 luglio 2026
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