Danny Glover è stato diagnosticato il morbo di Alzheimer. L’attore ha aggiornato il pubblico sulle proprie condizioni in un segmento del programma “Today”, condotto da Lester Holt, precisando in un’intervista preregistrata: «In un certo senso, potrei conviverci».
La star di “Arma letale”, al fianco di Mel Gibson, ha spiegato di aver ricevuto la diagnosi «non molto tempo dopo» l’Oscar onorario ottenuto nel 2022. Il 79enne ha poi aggiunto: «Sono certo che, con il progredire della situazione, le cose saranno diverse e cambieranno ma la vita continua». Ha quindi ringraziato la famiglia, che lo «sostiene assolutamente».

La figlia, Mandisa, ha sottolineato quanto sia «davvero importante» per il padre «avere il controllo della propria narrazione, della storia della sua vita». E ha proseguito: «È davvero importante. Ed è il momento giusto. Quale occasione migliore di questa, per lui, per parlare in prima persona? È importante perché a volte la gente fa domande e io non voglio essere disonesta dicendo: Oh, sì, va tutto bene. È tutto fantastico».
Quanto alla propria eredità, Glover dice di essere concentrato sull’educare i “giovani” alle loro «responsabilità». L’attore, candidato agli Emmy, ha spiegato: «La giustizia è una nostra responsabilità collettiva». Una cosa che ha imparato dai suoi genitori, nel corso di gran parte della sua vita, è la capacità delle persone di cambiare grazie a se stesse. Diventano artefici del proprio cambiamento.
In passato Glover ha parlato apertamente anche di altre difficoltà di salute, in particolare della sua battaglia contro l’epilessia. La prima crisi arrivò a 15 anni e per i due decenni successivi fu trattata con farmaci. Con il tempo, però, l’attore — anche candidato ai Grammy — imparò a «riconoscere quando stava per accadere». «Ovunque mi trovassi, riuscivo a dire: mi sta succedendo qualcosa. Per favore, prendetemi. Tenetemi. Sto per avere una crisi», ha ricordato.
Rievoca inoltre un episodio durante una rappresentazione teatrale, quando, avvertiti i prodromi, si ripeté dietro le quinte: «Non avrà questa crisi». «Ogni volta mi sentivo un po’ più forte e i sintomi hanno iniziato a diminuire fino al punto in cui ero pronto a salire sul palco», ha aggiunto. Non ha più avuto crisi epilettiche dall’età di 35 anni.