Francesco Scianna veste i panni di Maurizio Gucci

Francesco Scianna veste i panni di Maurizio Gucci

La serie è tratta dal libro di Allegra Gucci, la figlia di Maurizio

La serie è attualmente in fase di produzione: Sky ha confermato il progetto, che uscirà nel 2027. Sei episodi, pensati per un pubblico internazionale, che si propongono come un grande affresco familiare, dove passioni, ambizioni, vendette e silenzi si intrecciano fino all’evento che segna la fine di un’epoca: l’omicidio di Maurizio Gucci, avvenuto il 27 marzo 1995, sulla soglia del suo ufficio milanese. Un delitto che non è solo cronaca nera, ma spartiacque simbolico tra un prima e un dopo, tra l’idea romantica di una famiglia-impero e la sua implosione definitiva.

Alla base della serie c’è il libro Fine dei giochi. Luci e ombre sulla mia famiglia, scritto da Allegra Gucci e pubblicato nel 2022, un anno dopo l’uscita del film americano. Un dettaglio temporale che non è casuale. Il memoir nasce infatti come risposta diretta a quella narrazione: non polemica, ma necessaria. «È venuto il momento di condividere le mie parole non più soltanto con te, caro papà. C’è molto da dire. La mia verità, la tua verità, la nostra verità. Quella storia che è lì che aspetta di uscire allo scoperto da troppo tempo», scrive Allegra nelle prime pagine. Ed è da qui che la serie prende forma: da un dialogo immaginario tra una figlia e il padre assassinato, da una voce che per decenni è rimasta in silenzio mentre intorno si accumulavano versioni, giudizi, ricostruzioni parziali.

Fine dei giochi. Luci e ombre sulla mia famiglia di Allegra Gucci

Il libro è un racconto intimo, a tratti doloroso, che attraversa la vita di Allegra Gucci come una lenta operazione di ricomposizione. Il rapporto con il padre, Maurizio, uomo schivo e fragile dietro il cognome più famoso della moda. Il rapporto con la madre, Patrizia Reggiani, passata da una mondanità ostentata a una lunga carcerazione, dopo essere stata condannata per aver orchestrato l’omicidio dell’ex marito. Il ruolo della nonna, figura autoritaria e ingombrante. E poi gli “avvoltoi”, come li definisce lei stessa: profittatori, curiosi, opportunisti che hanno gravitato attorno alla tragedia. Alla perdita violenta del padre si sommano, per Allegra, le calunnie, l’assedio mediatico, le battaglie giudiziarie. Fine dei giochi è il tentativo di rimettere insieme i pezzi di un’identità spezzata, di dire la verità non per vendetta, ma per sopravvivenza.