La BMW concede il bis stagionale e dopo il successo a Spa-Francorchamps arriva anche l’affermazione in una tiratissima 6h di San Paolo, dove ha avuto la meglio di Ferrari e Cadillac.
Da applausi la prova di Raffaele Marciello, Kevin Magnussen e Dries Vanthoor in questo quarto round del FIA World Endurance Championship 2026, dove si sono imposti al volante della M Hybrid V8 #15 con cui sono balzati al comando a metà gara e tenendo i nervi saldissimi anche quando i rivali si sono rifatti sotto con strategie alternative.
In Classe LMGT3 ne sono successe di tutti i colori, anche qui con soste differenziate fra le varie squadre; alla fine a spuntarla è la Corvette di TF Sport griffata Team Turkey con Charlie Eastwood, Salih Yoluç e Peter Dempsey che ha sconfitto BMW e Porsche.
Partenza
Foto di: Jakob Ebrey / LAT Images via Getty Images
HYPERCAR
Seconda vittoria stagionale per BMW e il Team WRT che arriva in Brasile al termine di una corsa dove le due vetture bavaresi hanno scelto di correre su strategie diverse. La #15 era partita fortissimo con Magnussen, poi lo stint centrale di un grandissimo Marciello ha consentito di scavare il solco che ha poi dato modo a Vanthoor di gestire il finale.
Nonostante il belga non fosse in condizioni fisiche ottimali, è stato bravissimo a rimanere concentrato e a controllare la situazione, anche nei 20′ finali quando la nebbia ha cominciato a calare sulla pista portandosi dietro qualche goccia dell’anche fin troppo annunciata pioggia, in realtà vista solamente nella notte tra sabato e domenica.
Per tutta la gara gli altri hanno provato il recupero e fra questi è spuntata la Ferrari #51 di Alessandro Pier Guidi, Antonio Giovinazzi e James Calado, che a metà corsa ha scelto di adottare una strategia differente per provare a levarsi dal traffico e passare davanti ai rivali.
La cosa ha funzionato e gli unici due rischi sono stati una tamponata (non sanzionata) di Giovinazzi alla Mercedes #61 e un leggero lungo di Calado in uscita box a gomme fredde, ritrovandosi uno striscione pubblicitario incastrato nella parte anteriore sinistra della Rossa, ma senza perdere tempo e prestazioni.
Pur sapendo che la 499P non digerisce bene la pista di Interlagos (e al netto che non è dato sapere con che Balance of Perfomance si corre), l’azzardo di Maranello ha pagato con la piazza d’onore a soli 2″254 dalla vetta, mettendosi dietro le Cadillac-Jota che erano partite dalla prima fila: ancora una volta, però, tra Team Jota e piloti delle V-Series.R sono arrivati errori e penalità, il che ha lasciato Stevens/Nato capaci di mettere la loro #12 solamente terza quando avevano condotto la prima parte di gara, con Bourdais/Bamber/Aitken quarti.
Dicevamo delle BMW che hanno differenziato le strategie e la #20 di Frijns/Van Der Linde/Rast era stata in lizza per il podio, poi è scesa quinta e nel finale è stata passata anche dalla Ferrari #83 di AF Corse affidata a Hanson/Ye/Kubica, che ha approfittato di un contatto tra Frijns e la Ferrari #50 di Fuoco/Molina/Nielsen che alla ‘S Do Senna’ aveva praticamente superato la M Hybrid V8, ritrovandosi in testacoda colpita sulla posteriore destra.
Va detto che entrambe le altre due auto del Cavallino Rampante erano attardate da penalità prese durante la corsa senza poi riuscire a risalire la china e Fuoco è rientrato ottavo tra le le Aston Martin di Riberas/Sorensen e Gamble/Tincknell settima e nona, ma senza essere mai in partita per le posizioni che contano.
Le altre grandi sconfitte di giornata sono sicuramente le Alpine, perché la #35 di Milesi/Habsburg/Da Costa ha provato a rimanere nel gruppo di testa modificando la strategia, fino a quando la sosta finale obbligata non l’ha fatta sprofondare decima, mentre la #36 di Martins/Gounon/Makowiecki è stata tagliata fuori da una foratura all’anteriore sinistra subito dopo il 4° pit-stop, dovendo tornare ai box per cambiare la gomma scivolando mestamente 11a.
Le Genesis si sono fatte vedere nella prima parte di gara, poi sono state risucchiate indietro anche con penalità sul groppone, il che mette la GMR-001 #19 di Chatin/Juncadella/Jaminet 13a e la #17 di Lotterer/Derani/Jaubert 15a.
Anonime le Peugeot che tagliano il traguardo al 14° e 16° posto, alle Toyota non è stata data la possibilità di combattere alla pari con gli altri e la migliore TR010 Hybrid è la #7 di Kobayashi/Conway/De Vries 12a (prima dei doppiati), dato che la #8 di Buemi/Hartley/Hirakawa ha perso diversi giri per sostituire una sospensione danneggiata in un contatto con la Genesis di Lotterer, concludendo amaramente ultima.
Partenza
Foto di: Jakob Ebrey / LAT Images via Getty Images
LMGT3
In LMGT3 il divertimento non è mancato e nel solito gran finale di sorpassi, staccatone e ruotate varie, è passata quasi in sordina la cavalcata finale di Eastwood, che è salito davanti con la Corvette #34 di TF Sport grazie ad una strategia diversificata che gli ha consentito di mettere un buon margine fra sè e gli inseguitori nell’ultimo terzo di gara.
Fra questi, manco a dirlo, ecco la BMW-WRT #69 di Harper/McIntosh/Thompson che come sempre è andata a rosicchiare posizioni su posizioni, fino a guadagnarsi la piazza d’onore, ma il vero spettacolo è arrivato per il terzo gradino del podio in una lotta tutta tra Porsche e Ford.
I Campioni del Mondo in carica, Richard Lietz e Riccardo Pera, hanno combattuto col coltello fra i denti per portare la 911 #92 di Manthey nei primi tre, festeggiando assieme al loro collega Yasser Shahin e ritrovandosi alle spalle la gemella #91 di Guven/Cottingham/Boguslavskiy, che in volata ha beffato la Mustang-Proton Competition #88 di Levorato/Gattuso/Sargeant, a lungo tra quelli di vertice poi scesa amaramente quinta.
Buon sesto posto per la Mercedes-Iron Lynx #61 di Andrade/Berry/Martin, anche se ritrovatasi invischiata troppe volte nel caos del traffico dei doppiaggi ricevendo colpi proibiti, seguita dalla Lexus-ASP #87 di Lopez/Umbrarescu/Schmid e dalla Corvette-TF #33 di Keating/Varrone/Edgar, capace nel finale di respingere gli assalti della Ferrari-AF Corse #21 di Rovera/Mann/Hériau che con pazienza ha rimontato fino al nono posto.
La Ford-Proton #77 di Tuck/Powell/Priaulx ha lottato davanti, poi nel finale si è vista relegare al 10° posto da un Drive Through per track-limits superati troppe volte, gara da dimenticare per le McLaren-Garage 59 che non vanno oltre l’11° e 16° posto, così come per le Aston Martin-Heart of Racing 13a e 18a.
Peccato anche per la Mercedes-Iron Lynx #79 di Cressoni/Zelger/Hodenius, inciampata in penalità e incidenti senza poter rimanere nella zona punti, corsa durissima per la Ferrari-AF Corse #54 di Flohr/Castellacci/Rigon che chiude 17a.
GARA
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