Il botta e risposta tra il tecnico degli inglesi e la sua stella è venuto fuori in pubblico, oscurando così anche la qualificazione in semifinale
La polemica che non ti aspetti nasce nella pancia dell’Hard Rock Stadium di Miami, pochi minuti dopo la sofferta vittoria dell’Inghilterra contro la Norvegia. Nelle prime dichiarazioni Thomas Tuchel fa emergere una certa insoddisfazione per la prestazione della squadra: “Siamo stati fortunati. Ci siamo complicati la vita in modo incredibile, il risultato è fantastico, ma non sono contento della prova. Abbiamo giocato in modo sciatto e prevedibile, commettendo molti errori tecnici”. Tuchel ha chiuso sottolineando che “non c’è alcuna disconnessione tra me e la squadra. Amo profondamente i miei calciatori, ma possiamo giocare molto meglio”. Jude Bellingham non l’ha presa benissimo: “Forse Tuchel non sa cosa significhi giocare contro Haaland, Odegaard, Nusa, Sorloth. La Norvegia non è una squadra facile da affrontare. Là fuori era difficile oggi e i miei pensieri e il mio apprezzamento vanno a tutti i ragazzi che sono stati bravi ad affrontare questa sfida e a cambiarla per riuscire ad andare in semifinale. Non si vince ogni gara facendo scoppiare la palla o con mille passaggi. A volte devi vincere sporco ed è quello che abbiamo fatto”.
chi ha ragione?—
Di questo botta e risposta a distanza sorprende quasi solo che sia avvenuto in pubblico, ossia nelle interviste di fine gara. Chissà quante volte discussioni del genere si sviluppano negli spogliatoi, magari uno o due giorni dopo la partita, cominciando a preparare quella seguente e analizzando gli aspetti positivi e negativi emersi nell’ultimo incontro disputato. La differenza di vedute tra un allenatore e uno dei leader tecnici ed emotivi della squadra è un arricchimento per tutto il gruppo, se tutta la situazione viene gestita nel modo giusto. Ieri, dal punto di vista tecnico, avevano ragione entrambi ma un po’ di più l’allenatore: l’Inghilterra è stata a lungo deludente e ha vinto anche grazie ad alcuni episodi favorevoli e fortunati e quindi Tuchel ha preso appunti importanti su cui ragionare. Ma i giocatori sono stati bravi a trovare la soluzione ai problemi, a compattarsi aspettando il momento giusto per colpire, a gestire una situazione ambientale complicata per il caldo asfissiante.
gli errori—
Però il ct ha sbagliato il momento: subito dopo un risultato storico (è solo la quarta semifinale raggiunta dall’Inghilterra nella storia), le critiche ai calciatori possono essere accennate, ma così sono diventate l’argomento centrale delle sue dichiarazioni. E poi Tuchel ha “dimenticato” che se una squadra gioca male, e l’Inghilterra ha sicuramente giocato male, qualche responsabilità sarà pure del suo allenatore. Bellingham, invece, avrebbe potuto glissare, magari trovare una risposta più morbida e diplomatica, perché nemmeno a lui sarà sfuggita la prestazione negativa, ma la voglia di difendere il lavoro dei compagni e il risultato ottenuto è stata superiore. E assume ancor più valore perché la presa di posizione arriva da uno dei pochi giocatori, forse l’unico, che non sarebbe stato coinvolto se non marginalmente dalle critiche. In fondo, però, è bello che questa polemica sia venuta fuori in modo così genuino e spontaneo. Ci ha dato la possibilità di scoprire ciò che succede davvero in uno spogliatoio dopo una partita e di apprezzare l’estrema schiettezza di Tuchel e Bellingham, che da oggi preparano a braccetto la semifinale mondiale contro l’Argentina.
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