di
Paolo Tomaselli
La polizia sta indagando ma non ci sono certezze. In un primo tempo si parlava di suicidio ora c’è l’ipotesi dell’intossicazione alimentare. Ma c’è anche dell’altro
Scorrere adesso le immagini dei festeggiamenti nello spogliatoio del Sudafrica per lo storico passaggio del primo turno al Mondiale, dopo la vittoria sulla Corea del 25 giugno, fa venire i brividi. Tutti i giocatori saltano, cantano, ballano, mangiano, compulsano lo smartphone.
Facendo attenzione, in mezzo alla confusione, però si intravvede uno di loro seduto sulla panca, scollegato dall’atmosfera pazza, con lo sguardo perso in chi sa quali pensieri.
Jayden Adams è stato ritrovato ieri senza vita in un sobborgo di Città del Capo: aveva 25 anni, aveva giocato le prime tre partite del torneo ed era rimasto in panchina nell’ultima contro il Canada, costata l’eliminazione ai Bafana Bafana.
Subito prima della seconda giornata, contro la Repubblica Ceca, aveva ricevuto la notizia della morte della nonna 72enne alla quale era legatissimo: ha giocato lo stesso, «portando un peso dentro di sé» come ha sottolineato la sua Federazione. E dopo la partita ha anche concesso le interviste di rito alle tv del suo Paese, mentre i compagni gli passavano vicino, dandogli pacche sulle spalle.
Il lutto recente ha fatto subito ipotizzare ai media sudafricani che si possa trattare di un suicidio, dovuto a uno stato depressivo, considerato latente da chi gli stava accanto: «Da quando era morta la nonna, Jayden aveva faticato a mangiare e combatteva contro la depressione — ha detto la compagna di Jayden, avvalorando l’ipotesi — e anche quando ci sentivamo durante il Mondiale non sembrava più lo stesso…».
La morte sarebbe avvenuta per avvelenamento ma secondo altre fonti sudafricane non si tratterebbe di suicidio: Adams si sarebbe recato in ospedale lamentando i sintomi di una intossicazione alimentare, che potrebbe essere stata sottovalutata o addirittura curata con farmaci sbagliati da una infermiera inesperta: i rilievi nella sua villetta in mezzo al verde sono durati diverse ore. E qualche risposta arriverà. L’annuncio del ministro dello sport McKenzie non entra nel merito della scomparsa del calciatore: «È con un senso di sgomento profondo e il cuore pesante che ho appreso della sua morte. Il calcio sudafricano ha perso uno dei suoi giovani più brillanti».
Adams, giocatore del Mamelodi Sundowns, il club più forte del Paese, si era appena messo in luce da trequartista in un Mondiale al quale la sua Nazionale era tornata dopo 16 anni e aveva appena parlato con un dirigente della federazione del suo futuro. E soprattutto aveva una bellissima bambina di cinque anni.
I dubbi sulla sua morte restano. Ma c’è un altro fatto, che da una parte avvalora l’ipotesi della depressione, e dall’altra richiama un caso di malasanità, in un incrocio di destini che sarebbe ancora più agghiacciante: la scomparsa della nonna non era il primo dolore sconvolgente che Adams ha dovuto affrontare, perché nel febbraio 2023 il suo migliore amico Oshwin Andries, 19enne capitano della Under 20, è morto in circostanze assurde, che hanno profondamente segnato Jayden. Andries infatti ha avuto un alterco con un altro uomo, che per sbaglio aveva urtato la sua ragazza in un bar e aveva male interpretato il commento scherzoso del giocatore. Poco dopo, l’uomo è tornato nel locale con un coltello e ha colpito Andries alla testa e alla schiena: dimesso in fretta dall’ospedale, il ragazzo ha ripreso ad allenarsi, ma sentiva ancora dolore nelle ferite e cinque giorni dopo l’aggressione è morto in auto, mentre la madre lo stava riportando in ospedale.
12 luglio 2026
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