Gli azzurri avranno una struttura simile a quella di una squadra: l’ex capitano – con Malagò e Leonardo – sceglierà i commissari tecnici anche delle giovanili per tornare al Mondiale
Giornalista
13 luglio – 07:24 – MILANO
Subito al lavoro. Paolo Maldini non avrà neanche il tempo di prendere bene le misure del doppio nuovo incarico, perché le cose da fare sono tante. Anzi tantissime. Inutile dire che i riflettori sono puntati tutti sulla scelta del nuovo ct, su cui lui e Leonardo hanno idee che potrebbero non essere così convergenti con le più gettonate nell’ultimo mese (Conte e Mancini). Ma ci sono decisioni importanti da prendere – in fretta – anche sul resto della filiera azzurra che, da presidente del Club Italia più che da direttore tecnico, è ora chiamato a gestire.
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È proprio qui la vera rivoluzione rispetto al passato. Finora il presidente del Club Italia aveva sempre coinciso con il numero uno della Federcalcio. Malagò, partendo dall’amara constatazione che quest’impostazione negli ultimi anni si era rivelata decisamente poco vincente (se non altro per quanto riguarda la Nazionale maggiore) ha voluto cambiare: un gesto molto concreto, che di fatto dà una nuova impronta tecnica alla Federazione, facendo sì che dalla componente più sportiva arrivino i giusti suggerimenti alla parte politica. Come appunto i possibili commissari tecnici, della Nazionale A e non solo. Si tratta di una svolta culturale per il calcio e in realtà per lo sport tutto, perché lo Statuto stesso prevede che sia il presidente federale a scegliere gli allenatori delle varie rappresentative, “previa consultazione con i vertici del Coni e dopo aver sentito il parere del Consiglio Federale”. Di fatto è sempre stato lui l’unico responsabile di quest’importante decisione, tanto che molti – ultimo Gravina – ne hanno pagato il prezzo scegliendo poi di farsi da parte. Adesso si cambia: non a livello statutario, ovviamente, ma nella sostanza, perché Malagò ha deciso che una scelta simile, che deve considerare una lunga serie di aspetti tra cui quelli tecnico-sportivo, debba essere condivisa con chi ha determinate competenze. Persone come Paolo Maldini, meglio ancora se ha accanto un uomo di calcio con un profilo dirigenziale di altissimo livello come Leonardo. A pensarci bene Gabriele Gravina già aveva intuito che questa potesse essere la strada giusta: nel 2024 aveva creato una commissione tecnica (di cui facevano parte personalità come Marotta, Giuntoli, Marino e Sartori) per avere un confronto costante in ottica Nazionale. La scelta di Maldini come dt e presidente del Club Italia è l’evoluzione in grande stile di quest’idea.

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Doppio ruolo dunque, anche per evitare che uno potesse andare in conflitto con l’altro. E perché Maldini ha le capacità per gestire al meglio entrambe le posizioni. L’idea è di dare all’Italia una struttura simile a quella di un club (del resto si chiama Club Italia), con un presidente che conosce tutto quello che accade, ma anche un dt incaricato a gestire e ridefinire anche tutto quello che va oltre la prima squadra. Insieme, Malagò e Maldini (e Leonardo, che non viene di certo a fare la bella statuina) ridefiniranno tutti i ct della filiera azzurra. Questi primi giorni serviranno ai due ex rossoneri ad analizzare le situazioni di ogni rappresentativa: l’idea non è quella di radere al suolo quello che c’è, quanto di dettare nuove linee guida per far sì che si remi – anche e soprattutto tecnicamente – nella stessa direzione.
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Sulle giovanili Maldini punta molto, così come Malagò che anche di recente, oltre a parlare di “un impegno di quattro anni che ci deve portare, da qui al 2030, al Mondiale passando per l’Europeo”, ha sottolineato che “l’Under 21 è una cosa molto importante, perché manchiamo la qualificazione ai Giochi già da quattro edizioni, tornarci sarebbe molto prestigioso anche per valorizzare i nostri ragazzi”. Il nuovo dt studierà la situazione e sceglierà poi i suoi collaboratori. Ci sono situazioni, anche contrattuali, che vanno risolte al più presto e persino tecnici da trovare, per questo viene facile pensare che comunque (quantomeno nell’immediato) farà affidamento sulle eccezionali competenze di un maestro di calcio come Maurizio Viscidi, oggi coordinatore tecnico delle giovanili maschili, così come ad altri collaboratori sulle femminili e soprattutto su futsal e beach soccer. Maldini, così come Leonardo, saranno spesso a Coverciano, ma nel loro contratto non c’è una sede predefinita, proprio per potersi muovere come, dove e quando meglio credono, prima per comprendere lo stato dell’arte, poi per migliorarlo. Anche perché tra i loro compiti c’è anche quello di raccogliere potenziali sfoghi di calciatori e allenatori per risolvere ogni problema. Le responsabilità sono tante davvero, ma la voglia di mettersi in gioco è ancora più grande. Con un sogno Mondiale. E non solo.
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