di
Vanni Fondi

L’omaggio dell’Italia al grande artista, riferimento per intere generazioni. Camera ardente e funerali oggi a Capri

«E vado via, là dove il cielo scende in fondo al mare… Che vuoi che sia, se al mondo resto solo un sognatore». È il ritornello finale di una delle canzoni più famose di Peppino di Capri, «Il sognatore», utilizzato per annunciare l’orario della camera ardente alle 13 di oggi nella sala consiliare del Comune di Capri e quello dei funerali alle 17 nella chiesa di Santo Stefano. A sceglierlo i figli del grande cantante scomparso ieri a 86 anni dopo una lunga malattia. «In questa canzone c’è l’anima di papà», ha detto Edo, il figlio musicista che spesso lo accompagnava nei concerti e che ha curato tutte le musiche del biopic tv di Cinzia Th Torrini sui suoi primi successi.

Negli omaggi che il mondo dello spettacolo ha voluto fare al «suo» Peppino ne esce fuori sì il sognatore, ma soprattutto l’innovatore, come ricorda la grande produttrice (ed ex collega di di Capri) Caterina Caselli: «Ha fatto danzare la canzone napoletana con il rock e con il twist, prima di tutti. Un grande tra i grandi». «Un grande maestro per tutto quello che ci hai regalato – le fa eco Massimo Ranieri – con il tuo essere sempre avanti con la tua musica». Stesso concetto espresso in un lungo post da un commosso Tullio De Piscopo: «Per me eri, sei e sarai sempre ‘na “Malatia”, la nostra memoria storica, ambasciatore della musica italiana nel mondo. Peppino è stato il twist italiano. Ha portato nella nostra vita un brindisi, il ritmo, la modernità, la classe, senza perdere mai Napoli e la sua adorata Capri».



















































Commosse anche le parole di Renato Zero, che lo aveva voluto come ospite d’onore sul palco dei suoi concerti in piazza del Plebiscito: «Sei stato un faro, un porto sicuro dove rifugiarmi ogni volta. Grande la tua anima, così generosa verso il tuo pubblico, i tuoi amici, la tua musica. Ti porterò nel cuore sempre e sarai presente in ogni nota che riuscirò a comporre». Poi, due presentatori doc, l’uno lo specchio dell’altro, Carlo Conti («ci hai fatto ballare con il twist, emozionare e innamorare con le tue canzoni») e Amadeus («hai fatto innamorare, cantare e ballare intere generazioni ed è stato un privilegio omaggiare la tua carriera al Festival di Sanremo». Un Festival che Peppino ha vinto due volte, detenendo ancora il record della partecipazioni: 15. 

Su quel palco c’era anche Gianni Morandi che ha ricordato che da ieri «la musica ha un silenzio in più». «Perdiamo un grande artista che ha scritto un grande capitolo della musica italiana», dice Orietta Berti, mentre Cristiano Malgioglio definisce Peppino «un grande gigante della musica leggera. La sua voce riusciva a emozionare chiunque la ascoltasse perché sapeva di magia». E Simona Ventura «l’emblema della musica napoletana, della dolcezza e dell’eleganza».

Folto anche il capitolo degli omaggi istituzionali al grande artista scomparso. A partire da quelli delle seconda e della terza carica dello Stato. «Uno straordinario interprete della musica italiana. Con il suo talento, la sua eleganza e una sensibilità artistica unica, ci ha regalato canzoni destinate a rimanere patrimonio della nostra memoria collettiva», dichiara il presidente del Senato Ignazio La Russa. E Lorenzo Fontana, presidente della Camera: «La musica italiana perde uno dei suoi grandi protagonisti. Interprete raffinato e profondamente legato alle sue origini, con le sue canzoni ha accompagnato intere generazioni».

Tra i primi a voler salutare Peppino i due vice presidenti del consiglio. «Le sue canzoni faranno per sempre parte della nostra cultura popolare», dice il ministro degli Esteri Antonio Tajani. «Ci lascia un protagonista assoluto della musica italiana, capace di emozionare intere generazioni. Le sue canzoni resteranno per sempre», gli fa eco il ministro dei Trasporti Matteo Salvini. «Dedicheremo a lui il cammino per il riconoscimento a patrimonio dell’umanità della canzone napoletana, di cui Peppino è massima espressione», dice il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, mentre il responsabile del dicastero della Cultura Alessandro Giuli assicura che «Peppino continuerà a vivere nelle sue canzoni, patrimonio della nostra storia comune. La sua lunga carriera rappresenta una testimonianza preziosa della vitalità della cultura popolare italiana e della capacità della nostra musica di raccontare al mondo emozioni, identità e memoria». «Peppino Di Capri – dice il governatore della Campania Roberto Fico – ha scritto brani che sono entrati nella memoria collettiva del Paese. Lo ha fatto con un talento straordinario, con eleganza e la capacità di innovare. La sua è stata una lunga carriera che ha accompagnato generazioni diverse».

Infine primi cittadini più famosi, a partire dal presidente dell’Anci Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli: «Ci lascia un grande musicista e un interprete straordinario, un artista dal talento cristallino che ha saputo segnare la storia della musica italiana e internazionale con la sua eleganza e la sua classe innata. Restano indimenticabili alcune sue canzoni, veri e propri capolavori che fanno ormai parte della colonna sonora della nostra vita e del patrimonio culturale di un intero Paese». E annuncia: «La sua eredità musicale non andrà perduta: troveremo senz’altro il giusto modo di ricordarlo e di tributargli l’omaggio che merita una figura così centrale per la nostra cultura». E se il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca parla di un’«uomo gentile e generoso, straordinario autore e interprete della musica italiana e napoletana» e delle sue «indimenticabili canzoni, colonna sonora della vita di intere generazioni», il sindaco di Benevento Clemente Mastella ne sottolinea invece lo «stile inconfondibile: le sue melodie con cui abbiamo ballato restano nella storia della musica italiana e ci accompagneranno per sempre».

La curiosità finale è la definizione di Peppino Di Capri sulla «Enciclopedia della Musica Contemporanea Treccani: Giuseppe Faiella, in arte Peppino di Capri, è stato «il senatore evergreen della canzone italiana, anello di congiunzione nel rinnovamento della canzone napoletana tra Carosone e Pino Daniele, capace di attraversare i decenni le mode, gli stili, i gusti e pubblici».


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12 luglio 2026 ( modifica il 12 luglio 2026 | 07:36)