Firenze, 13 luglio 2026 – Un giro di spaccio di farmaci: oppiodi in particolare, tra cui anche il Fentanyl, che venivano presi in farmacia con ricette e timbri falsi di medici ignari. Farmaci che poi venivano rivenduti a tossicodipendenti. Sono quattro le persone indagate in Toscana per il giro che ha coinvolto più di una provincia. L’indagine è condotta dai carabinieri del Nas di Firenze, coordinati dalla procura di Pistoia. Una delle persone si trova ai domiciliari, altre tre hanno l’obbligo di firma. Furto aggravato, falsità materiale, truffa ai danni dello Stato, corruzione, peculato e spaccio di stupefacenti: queste le accuse a vario titolo ai quattro. Il valore dei farmaci che sarebbero stati presi in farmacia attraverso le false ricette si attesta sui 44mila euro, soldi quasi tutti a carico del Sistema Sanitario Nazionale. 

Una coppia e il dipendente di una cooperativa

Al centro dell’inchiesta una coppia originaria di Pescia (lui di 34 e lei di 32 residenti ad Altopascio) che reperiva timbri e ricettari falsi dei medici tramite un uomo di cinquant’anni di Ponte Buggianese, impiegato con una cooperativa all’ospedale di Pescia e che avrebbe appunto secondo le accuse fornito il materiale con cui realizzare le false ricette.

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L’impiegato Estar

Per i farmaci, la stessa coppia avrebbe avuto forniture da un 37enne originario di Mistretta (Messina) ma residente a Monsummano. Si tratta di un impiegato dell’Estar, l’Ente di Supporto Tecnico Amministrativo Regionale che gestisce in modo centralizzato acquisti, logistica e tecnologie in ambito sanitario. L’ente è estraneo alla vicenda. Sarebbe stato appunto questo dipendente Estar, adesso ai domiciliari,a sottrarre vari tipi di farmaci oppioidi, cedendoli alla coppia in cambio di soldi, per un importo complessivo di 4mila euro. Due dunque i modi in cui la coppia reperiva i farmaci: tramite le ricette false in farmacia e tramite l’impiegato Estar. Nell’abitazione di quest’ultimo, durante una perquisizione, sono stati complessivamente rinvenuti oltre 250 tra farmaci e dispositivi medici, risultati – almeno in parte – provenienti dal magazzino Estar di Calenzano (Firenze).

Come nascono le indagini

Le indagini hanno preso il via per alcuni controlli di routine nell’ambito della campagna contro l’utilizzo illecito del Fentanyl. I controlli in varie farmacie hanno portato a scoprire delle irregolarità, con ricette con nome falso ma codice fiscale vero, timbri riportanti i nominativi di medici diversi rispetto ai sanitari a cui erano stati assegnati i “ricettari”; il successivo approfondimento permetteva di rilevare che i ricettari – ed i timbri di alcuni medici – erano stati rubati appunto dall’ospedale di Pescia. Oltre cinquecento le ricette false che erano state usate per prendere i farmaci da rivendere poi ai tossicodipendenti. 

Sentiti i farmacisti e visionate le telecamere di sicurezza delle farmacie stesse, si è risaliti alla coppia. La successiva perquisizione eseguita a carico dei due nel 2025 ha permesso di rinvenire presso la loro abitazione farmaci oppioidi, nonché sostanze stupefacenti tipo cocaina e marijuana, strumenti di pesatura e confezionamento.

Le misure cautelari

L’uomo e la donna insieme alle altre due persone (il dipendente della cooperativa che operava all’ospedale di Pescia e il dipendente Estar) sono stati tutti colpiti da misure cautelari. Il dipendente Estar è ai domiciliari, mentre gli altri hanno l’obbligo di dimora nel comune di residenza con l’obbligo di stare a casa nelle ore notturne e con obbligo di firma. 

Il furto di Roma

Che il Fentanyl sia un farmaco purtroppo “ambito” perché viene poi rivenduto ai tossicodipendenti è cosa nota. La vicenda esplode nei mesi scorsi in particolare negli Usa, dove l’abuso di Fentanyl è una piaga che ha già provocato diversi morti. L’ultimo furto in Italia è avvenuto ai primi di luglio a Roma, quando la struttura sanitaria ha constatato la sparizione di un’ottantina di fiale del farmaco. La vicenda è finita sotto la lente del Ministero della Sanità, che ha inviato suoi ispettori.