Sta per iniziare la stagione del cemento: in vista dell’ultimo Slam il numero uno al mondo deve fare delle scelte, bilanciando gestione delle energie e la tentazione dell’ennesimo primato
13 luglio – 15:58 – LONDRA (REGNO UNITO)
E adesso? A domanda esplicita, Jannik Sinner aveva già risposto qualche giorno fa: “Cosa faremo dopo Wimbledon lo decideremo solo a torneo concluso”. Andare in Canada o direttamente a Cincinnati? O magari giocare entrambi i Masters 1000 sul cemento americano puntando al record di Masters 1000 in una stagione, provando a completare la collezione? Molto dipenderà anche dalle condizioni di Sinner dopo questo torneo. Le precauzioni, dopo quanto successo a Parigi, non sono mai troppe. In primavera, dopo le sconfitte di Melbourne e Doha, Sinner aveva iniziato una corsa a perdifiato. Un Masters 1000 dopo l’altro, una vittoria dopo l’altra. Il primo Indian Wells, il bis a Miami e poi la scorpacciata di terra rossa, conquistando territori ancora vergini. Montecarlo, nel club dove si allena, Madrid, sulla terra veloce che sembrava non avrebbe fatto parte dei programmi e poi l’incoronazione al Foro Italico, gli Internazionali 50 anni dopo Adriano Panatta, premiato proprio dal campione simbolo del nostro tennis e dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il “Signor Mattarella” che tanto lo mette in soggezione. Tutto doveva essere propedeutico al grande obiettivo della stagione, il Roland Garros, per completare il Grande Slam della carriera che già Carlos Alcaraz aveva agguantato all’Australian Open. Cosa è successo a Parigi lo sappiamo bene. Il crollo contro Cerundolo, la preoccupazione per la salute, la vacanza in Sardegna e gli esami al San Raffaele.
Le ipotesi—
E adesso, in questa altalena di emozioni, è già ora di archiviare la festa e mettersi al lavoro per il futuro. Il record di Masters 1000 in una sola stagione fa gola, inutile negarlo. Ma prima ci vorrà un po’ di vacanza, non troppa, ne ha già fatto un mese intero tra Parigi e Wimbledon. Un paio di giorni tra le sue montagne per riconnettersi con la natura e le radici che lo pacificano col mondo e poi di nuovo Montecarlo, allenamenti e la partenza per l’America. Al momento, a differenza del rivale Alcaraz che sta pian piano riprendendo ad allenarsi dopo il grave infortunio al polso destro, Sinner è iscritto sia a Montreal che a Cincinnati. Ma gli errori, se di errori si può parlare, del recente passato, potrebbero influenzare il futuro. Giocare Open del Canada, Cincinnati e Us Open consecutivamente, con le note temperature torride che si attendono ad agosto sul cemento “dove il caldo ti arriva anche da sotto i piedi”, come giustamente ha ricordato Sinner, potrebbe essere troppo. Jannik a Cincinnati difende la finale dove si era dovuto ritirare lo scorso anno colto da un malore, forse residuo del grande caldo subito qualche giorno prima. E allora potrebbe anche entrare in gioco l’opzione di partecipare al Masters 1000 di Montreal, con un clima più simile a quello di Wimbledon e poi allo Us Open senza passare da Cincy che termina il 23 agosto. Il 30 è la data d’inizio dell’ultimo Slam della stagione, ma Jannik dovrebbe partecipare anche al doppio misto-show che si disputa dal 25, probabilmente in coppia con Venus Williams. Solo ipotesi, naturalmente: le decisioni verranno prese in questi giorni, dopo aver fatto un punto con tutto il team.
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In Sardegna—
Jannik dovrebbe volare a casa già domani, potrebbe fare come lo scorso anno e lasciare i genitori a Bolzano per poi ripartire alla volta della Sardegna, ormai suo buen retiro prediletto e dove, si dice, sia intenzionato ad acquistare una proprietà immobiliare nella zona di Porto Rafael. In Sardegna era volato lo scorso anno con Laila per qualche giorno proprio dopo il successo nei Championships, lì si rigenera e cerca di trovare un po’ di tranquillità. Stasera, però, si fa festa.
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