Dalla scorsa settimana è chiuso, in via cautelativa, il micronido di Lesegno. Il provvedimento è stato adottato dalla cooperativa che gestisce la struttura dopo che sono stati segnalati alcuni casi di SEU (Sindrome Emolitica Uremica) in tre bambini che frequentano la struttura.
Questa patologia, rara negli adulti e più frequente nei bambini, rappresenta una complicanza rara di un’infezione gastrointestinale batterica sostenuta da alcuni ceppi di Escherichia coli (STEC). Il Servizio Igiene e Sanità Pubblica (S.I.S.P.) e il Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione (S.I.A.N.) dell’ASL CN1 hanno quindi avviato le verifiche per capire l’origine del problema.
«Attualmente si è in attesa degli accertamenti», commenta il sindaco del paese Emanuele Rizzo. «I due bimbi che per primi hanno iniziato a stare male appartengono a fasce d’età diverse e seguono anche alimentazioni differenti. Al momento, dunque, appare possibile un’origine esterna alla struttura: alcuni dei piccoli erano appena rientrati dalle vacanze».
Il micronido offre un servizio dedicato ai più piccoli e accoglie poco più di una quindicina di bambini di età compresa tra 3 mesi e 6 anni. I sintomi principali della malattia sono vomito, diarrea, dolore addominale, astenia/debolezza, accompagnati o meno da febbre.
Come specificato dall’Istituto superiore di sanità, molti animali, soprattutto ruminanti quali bovini, ovini e caprini, possono essere colonizzati stabilmente da ceppi “STEC” a livello intestinale e, tramite le feci, causare accidentalmente la contaminazione di alimenti, acqua ed ambiente. Le infezioni possono trasmettersi per via oro-fecale da persona a persona. Questa tipo di trasmissione è frequente nei bambini piccoli ancora incapaci di gestire in piena autonomia la propria igiene.
Visti i casi segnalati, il Dipartimento di Prevenzione dell’ASL CN1 ha deciso di effettuare uno screening alla popolazione pediatrica frequentante il micronido e sono stati effettuati anche tamponi ambientali.
Sono stati quattro in tutto i ricoveri, nel reparto di nefrologia del “Regina Margherita” di Torino (tra cui i tre casi accertati). La buona notizia è che i bimbi ora stanno meglio: due sono già stati dimessi, gli altri sono in fase di dimissioni. Sono stati riscontrati anche altri casi di infezione, ma al momento asintomatici. Tutti sono monitorati e sotto osservazione. L’autorità sanitaria è in stretto contatto con le famiglie.
«Ci tengo a sottolineare che da quindici anni la struttura opera sul territorio e le famiglie si sono sempre dichiarate soddisfatte del servizio, tant’è che rappresenta un punto di riferimento per tutta la valle. Si tratta di un episodio eccezionale, “più unico che raro”, anche se eventi di questo tipo possono verificarsi», aggiunge il sindaco Rizzo.
Al momento non è possibile stabilire una data di riapertura del nido, che potrà avvenire soltanto quando tutte le verifiche saranno concluse e arriverà il via libera alla riapertura dalle autorità competenti.