I partiti si preparano a battaglia in Aula Camera, nodo preferenze

L’appuntamento è fissato per domani pomeriggio, dalle ore 14, nell’Aula della Camera, quando proseguirà l’esame del testo di riforma della legge elettorale, presentato dal centrodestra, che prevede un sistema proporzionale con premio di maggioranza per chi raggiunge il 42% dei consensi. Dopo le questioni pregiudiziali di costituzionalità si passerà alla votazione dei poco più di 200 emendamenti depositati, tra cui spicca quello di Fratelli d’Italia-Noi moderati-Udc che introduce un capolista bloccato e fino a tre preferenze su una lista di sei nomi. Forza Italia e Lega «si riuniranno con i loro gruppi, hanno avuto bisogno di un approfondimento ulteriore al proprio interno, l’auspicio è» che la proposta di modifica sia sostenuta «da tutto il centrodestra», le parole del deputato e responsabile organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli. Proprio le preferenze sono ancora al centro delle riflessioni all’interno della maggioranza, che rimane divisa sulla questione. Maggioranza che ritrova, invece, la propria unità su un emendamento sulla riduzione delle circoscrizioni Estero, che diventano pertanto due per Montecitorio ed una per il Senato. 

Quanto alle opposizioni, il Movimento Cinque Stelle ha depositato una proposta di modifica che prevede, tra i punti salienti, la possibilità di esprimere una o due preferenze «vere, con vincolo di genere», e la soppressione dell’indicazione del candidato presidente del Consiglio contenuta nel provvedimento. I contatti sono continui, nel centrosinistra, in vista di una eventuale posizione comune in occasione del passaggio del testo nell’emiciclo della Camera: saranno giornate intense, quelle da domani, tra richieste di voti segreti e la prospettiva di un Aventino, vale a dire di una non partecipazione al voto, da parte delle minoranze, che annunciano battaglia, mentre la maggioranza punterebbe ad approvare la nuova legge elettorale entro il fine settimana.