di
Leonard Berberi
La decisione di uno dei principali fornitori, Air Bp: «Non è arrivata una nave cisterna». Attesi diversi «Notam» con obbligo di caricare massimo 2 mila litri per ogni volo intra-europeo
L’aeroporto di Bologna ha deciso di limitare l’erogazione di carburante per gli aerei perché uno dei suoi principali fornitori, Air Bp, non ha ricevuto il prodotto previsto. Ma anche altri scali italiani, in particolare del Nord, starebbero riscontrando lo stesso problema. È quanto apprende il Corriere da fonti a conoscenza della questione. È attesa l’emissione di diversi Notam, il bollettino inviato agli operatori del settore. A Bologna i voli sono comunque regolari.
Air Bp è uno dei principali fornitori nel Paese. I Notam dovrebbero ricalcare quelli emessi poche settimane fa nel pieno della crisi nel Golfo Persico. Ma da allora tra maggiore produzione interna e importazioni da altri Paesi (come gli Usa e la Nigeria), l’Italia aveva scongiurato qualsiasi rischio per l’estate.
Da quanto si apprende Air Bp segnala carenza di carburante disponibile a causa del ritardo del nave che avrebbe dovuto consegnare il jet fuel. Nel Notam del gestore aeroportuale bolognese dovrebbe essere fissata al 23 luglio la scadenza della limitazione, ma la data è soggetta a modifiche.
I voli con una durata inferiore alle tre ore saranno così obbligati a caricare non più di 2 mila litri (circa due ore di autonomia), quindi alcuni aerei dovranno imbarcare più cherosene nello scalo precedente.
Sono esclusi dalle limitazioni, come da prassi, i voli sanitari e di Stato. L’altro fornitore di carburante all’aeroporto di Bologna, Carboil, secondo le fonti non registra alcun problema. La società di gestione dello scalo e Air Bp sono stati contattati per un commento.
13 luglio 2026 ( modifica il 13 luglio 2026 | 18:58)
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