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Live Report: Marilyn Manson + Vowws @ Ferrara Summer Festival, 11/07/2026

 

Grazie al Ferrara Summer Festival, la città di Ferrara ha conquistato un ruolo sempre più importante nella stagione degli eventi open air italiani. Una vera e propria scalata, che nel 2026 ha trasformato la città emiliana nella capitale tricolore degli happening estivi. In questa ricchissima edizione del Ferrara Summer Festival 2026, non poteva mancare la presenza di Marilyn Manson. Il Reverendo più controverso della storia torna in Italia con ben tre appuntamenti, per il suo tour “One Assassination Under God”. La prima tappa è proprio a Ferrara, sabato 11 luglio, nella prestigiosa cornice di Piazza Ariostea. Una tournée importantissima per Marilyn Manson. Sì, perché oltre a promuovere il doppio concept “One Assassination Under God” – il cui secondo capitolo è in uscita ad agosto – è anche il modo per celebrare i trent’anni dell’immortale “Antichrist Superstar”, il disco che ha lanciato Brian Hugh Warner e compagni nell’élite della musica mondiale. Noi di Truemetal.it non potevamo certo mancare. Eccovi quindi il resoconto di una delle giornate più esplosive di questa appassionante estate metallica.

 

 

Live report a cura di Marco Donè

Arriviamo in Piazza Ariostea poco prima dell’apertura dei cancelli. Ci dirigiamo alla cassa, pronti a completare i convenevoli per l’ingresso. Durante il tragitto avviene l’imprevedibile: veniamo fermati da un gruppo di Testimoni di Geova, che ci parlano dell’importanza di Gesù e ci lasciano degli opuscoli formativi. Li conserviamo tuttora: sono pur sempre un cimelio del concerto. Involontariamente, anche i Testimoni di Geova hanno fatto parte del carrozzone Marilyn Manson, dando voce alle inevitabili polemiche e azioni dei gruppi religiosi.
Una volta entrati, prendiamo posto e attendiamo le 20:30, l’orario in cui i Vowws, il gruppo che accompagna Marilyn Manson in quest’avventura live, entreranno in azione. La Piazza Ariostea offre varie zone d’ombra che, visto il solleone, rendono l’attesa meno asfissiante. Sfruttiamo anche l’acqua che ci è stata consegnata all’ingresso, proprio con l’intento di limitare gli effetti del caldo. Le zone ristoro, poi, sono ben distribuite in tutta l’area concerti, fornendo un servizio capillare e veloce, pronto a soddisfare le esigenze dei presenti.
L’affluenza è in continuo aumento, anche se il colpo d’occhio regala una presenza inferiore rispetto a quanto vissuto con la data dei Megadeth. Non abbiamo dati ufficiali in nostro possesso ma la stima che possiamo fare è di una risposta tra le ottomila e le diecimila persone.
Allo scoccare delle 20:30, puntali come un orologio svizzero, i Vowws sono pronti ad aprire le danze.

VOWWS

I Vowws sono una sorpresa per noi. Non li conoscevamo e assistiamo al loro show con tanta curiosità. La formazione capitanata dal duo Rizz – tastiere e voce – e Matt Campbell – chitarra e voce – mette a segno uno show davvero affascinante. La loro proposta è un ibrido che combina atmosfere dark-wave, post-punk e industrial, dando al tutto un taglio cinematografico. I suoni, curati ed eleganti, valorizzano la resa dei pezzi. Sul palco i Nostri si presentano con un look ricercato, con chiari riferimenti all’estetica dark-wave, che incarna alla perfezione il sound della band. La compagine di origini australiane vive con trasporto ogni composizione e le movenze dei singoli risultano teatrali. Rizz – alias Arezo Khanjani – è l’assoluta trascinatrice dello show. La scaletta dei Vowws verte soprattutto sull’ultimo “I’ll Fill Your House With an Army”, pubblicato nel 2025. I brani vengono proposti uno dietro l’altro, cercando di utilizzare al massimo il tempo a disposizione. I presenti apprezzano e supportano con calore il terzetto. I Vowws ritagliano tre momenti per dialogare con il pubblico ed è Matt a ringraziare la Piazza Ariostea. Lo show è davvero convincente e con l’avanzare delle tenebre diventa sempre più efficace. Il sound dei Vowws si sposa alla perfezione con l’oscurità, inutile nasconderlo. Sono le 21:10 quando il terzetto saluta e ringrazia il Ferrara Summer Festival, ritirandosi nel backstage. La folla – assieme alle cicale, che non hanno smesso di frinire un attimo – omaggia con calore la compagine australiana. Un inizio di serata entusiasmante. Band da tenere d’occhio questi Vowws.

MARILYN MANSON

Inizia il cambio palco per il main event della serata. La batteria dei Vowws viene tolta, liberando lo stage in tutta la sua ampiezza. La scenografia scelta da Marilyn Manson è semplice ma efficace: compaiono una serie di doppie croci – ormai simbolo dell’artista americano – pronte a illuminarsi all’occorrenza. L’impianto luci è imponente e accresce l’attesa per le coreografie. Il tutto dura circa venti minuti e alle 21:30, quando le casse dell’impianto si silenziano per un istante, il pubblico si fa sentire, reclamando a gran voce l’ingresso in scena di Marilyn Manson. La stessa dinamica si ripete cinque minuti più tardi, quando le casse si silenziano di nuovo. Ormai l’inizio dello show è sempre più vicino. L’intro scelto da Manson è “Bela Lugosi’s Dead” dei Bauhaus, con la folla che risponde subito con un battito di mani ritmato. Il golden pit si illumina di una marea di cellulari al cielo, pronti a immortalare l’entrata di Manson e compagni. La canzone dei Bauhaus viene proposta nella sua versione integrale, con i suoi quasi dieci minuti di durata, e uno alla volta i telefonini si abbassano. Sono le 21:45 quando il Reverendo decide di far partire il proprio show. La Piazza Ariostea viene avvolta da un intro liturgico, che scandisce l’ingresso della band. Quando Manson si manifesta sul palco, il pubblico esplode in un boato. L’atmosfera è già caldissima. Si parte con l’acceleratore a tavoletta: è ‘Nod If You Understand’ ad aprire le danze. Capiamo subito che Manson è in forma strepitosa: aggredisce lo stage con energia e adrenalina, sfoggiando movenze da frontman navigato. A impressionare è la potenza vocale con cui interpreta il ritornello: il Reverendo è tornato più forte che mai. I suoni sono ben equalizzati sin dalle prime battute e valorizzano ogni strumento. Spicca in particolare la prova di Gil Sharone alla batteria: ogni colpo alle pelli è un’autentica frustata e nel finale di traccia è un vero e proprio panzer. Ma è tutta la band a girare a mille, mettendo in chiaro che stasera non si faranno prigionieri. Il pubblico è già fuori di sé e quando parte la successiva ‘Disposable Teens’, l’Ariostea intona a gran voce il coro “Yeah, Yeah” che caratterizza la canzone. Ci troviamo in una vera e propria bolgia infernale, con Manson assoluto mattatore della serata. Ultimato il pezzo, il quintetto si prende qualche secondo di pausa, molto probabilmente per rifiatare, visto il caldo ferrarese (un’azione che si ripeterà più volte durante lo show, n.d.a.). Quando il Reverendo rientra in scena, ringrazia la folla e invita tutti a ritornare indietro nel tempo, nel 1996. Arriva infatti ‘Angel With the Scabbed Wings’, che mette a dura prova le corde vocali dei fan, i quali cantano assieme al frontman il ritornello. La devozione con cui i presenti omaggiano Manson si può toccare con mano: sensazione da pelle d’oca. Le luci giocano un ruolo fondamentale nella riuscita dello show. I colori variano da caldi a freddi, in tutte le sfumature, così da donare la giusta atmosfera a ogni passaggio. Le doppie croci risultano efficacissime, illuminandosi ora di rosso, argento, blu e verde, incarnando ed enfatizzando le varie anime di ogni traccia. Arriva il momento di ‘Great Big White World’, in cui Manson invita il pubblico ad alzare i telefonini al cielo e accendere la torcia, così da creare una nuova costellazione. Il colpo d’occhio è qualcosa di indescrivibile e regala emozioni enormi.

La scaletta prosegue con un classico dietro l’altro, sfoggiando una ‘This Is the New Shit’ letteralmente assassina: dal vivo spacca molto più che su disco, in particolare questa sera. La prova di Tim Skold al basso, Matthew Montgomery e Nick Annis alle chitarre e Sharone alla batteria dona al pezzo un tiro pazzesco. Piano piano ci avviciniamo al momento più atteso dello show e il menù si fa sempre più intenso. Arriva infatti ‘Dried Up, Tied and Dead to the World’ cantata a gran voce dall’Ariostea, seguita dalla nuovissima ‘Exit Wound’, il singolo apripista di “One Assassination Under God – Chapter 2”, ben accolta dai fan. È con la successiva ‘The Nobodies’ che però tocchiamo uno dei momenti più sentiti dello show. Il Reverendo dedica la canzone al suo pubblico e a sé stesso, mettendo in chiaro come il testo abbia un significato importante, soprattutto a seguito degli avvenimenti che tutti conosciamo. Il ritornello è vissuto con trasporto da Manson, che lo canta all’unisono con l’intera platea. Subito dopo il frontman si ritira nel backstage, lasciando spazio alla propria band. I quattro danno il via a una jam session basata sull’intro di ‘Diary of a Dope Fiend’, introdotta dal basso distortissimo di Skold. Manson rientra in scena con un abito che richiama da vicino l’estetica di “Mechanical Animals” e dà il via a ‘I Don’t Like the Drugs (But the Drugs Like Me)’. Il pubblico esplode in un boato, ma Manson ferma lo show. Spiega che non suonano più quella canzone: in passato ha amato le droghe, ma dopo una brutta caduta è riuscito a rialzarsi. Si definisce un sopravvissuto e aggiunge che i fan sono fortunati, perché è lui la loro droga. Subito dopo è ‘The Dope Show’ a irrompere sul Ferrara Summer Festival, venendo accolta con clamore dalla Piazza Ariostea, che ne canta ogni singola parola. A fine canzone la band si prende una piccola pausa. Manson ritorna in scena avvolto nell’oscurità, con in mano una lampada. Il cielo viene illuminato da un fulmine e dal palco viene lanciata ‘Sweet Dreams’. Il pubblico è fuori di sé: c’è chi canta la canzone, chi accompagna con un battito di mani ritmato, chi estrae il telefonino per immortalare il momento: è l’apoteosi. Arrivano poi due bordate assurde: ‘mOBSCENE’, con tanto di scritta luminosa a svettare nella parte superiore del palco, e la conclusiva ‘The Beautiful People’, che mette ferro e fuoco l’intera Ferrara. Tutta la band si ritira nel backstage. Il pubblico inizia a rumoreggiare, ne vuole ancora. In effetti, all’appello manca ancora qualche classico.

Manson e compagni ritornano sul palco e regalano un’attesissima ‘Tourniquet’, il cui ritornello viene cantato a gran voce dai fan. Il quintetto rientra nel backstage, per poi essere acclamato di nuovo dall’intera Ariostea. In cielo i fulmini si fanno sempre più frequenti e una lieve brezza avvolge la piazza. Il combo americano ritorna in scena e sfodera ‘Personal Jesus’, accolta con clamore dai fan. La fine dello show sembra davvero essere arrivata. La band rientra nel backstage. Qualcuno comincia ad abbandonare la piazza, mentre dal cielo cadono le prime gocce. È con quest’atmosfera che la compagine ritorna sul palco e sfodera la conclusiva ‘If I Was Your Vampire’. Il brano è il perfetto commiato con il pubblico. Manson si presenta con cappello e capotto lungo, con il classico look gotico del vampiro. Il microfono è contenuto in una sorta di astuccio che richiama la lama di un coltello. Le luci sono rosse e riportano alla mente il sangue, il nutrimento del vampiro. La pioggia si fa sempre più intensa. Le gocce d’acqua, illuminate dalle luci rosse, creano una coreografia speciale per un brano introspettivo e nero come la pece: emozioni indescrivibili. Finita la canzone, Manson manda ripetuti baci al pubblico e rientra nel backstage, seguito subito dopo dal resto della band. Nessun saluto, nessun inchino. Solo il pubblico che, emozionato, applaude i propri beniamini. Dopo ‘If I Was Your Vampire’ poteva esserci solo questo finale. Sono le 23:10 quando il sipario cala sul Ferrara Summer Festival. Show tritaossa e carico di emozioni.

Setlist:

Nod If You Understand
Disposable Teens
Angel With the Scabbed Wings
Great Big White World
This Is the New Shit
Dried Up, Tied and Dead to the World
Exit Wound
The Nobodies
The Dope Show
Sweet Dreams (Are Made of This)
mOBSCENE
The Beautiful People

Encore:

Tourniquet

Encore II:

Personal Jesus

Encore III:

If I Was Your Vampire

CONCLUSIONI

Serata riuscitissima quella vissuta al Ferrara Summer Festival, dove abbiamo potuto assistere a uno show stratosferico di Marilyn Manson. Il cantante si è presentato sul palco emiliano in uno stato di forma incredibile, con grande potenza vocale e una presenza scenica trascinante. Il pubblico è stato in suo pugno dall’inizio alla fine. Una prestazione volata via in un istante, tanto è stata coinvolgente. Ringraziamo il meteo per la sua clemenza: era prevista pioggia a partire dalle 21:00; in realtà è arrivata alle 23:00, regalando una coreografia inaspettata ma azzeccatissima per la conclusiva ‘If I Was Your Vampire’. Manson si è presentato sul palco con una formazione stellare, che ha saputo riproporre i vari brani con enfasi e adrenalina, liberando tutta la loro energia. Con questi presupposti, il Reverendo ha ancora tanto da dire. Attendiamo con ansia “One Assassination Under God – Chapter 2” e il relativo nuovo tour. Ci aspettano grandi emozioni all’orizzonte. Molto interessante anche la prova dei Vowws, che si confermano un gruppo da tenere d’occhio. Entrambe le performance sono state supportate da ottimi suoni, che hanno permesso di valorizzare le prestazioni dei singoli. La speranza è che il Ferrara Summer Festival possa continuare a lungo, regalando ulteriori tonnellate di metallo pesante a tutti gli appassionati. La qualità offerta in questo 2026 è davvero tanta. Avanti così. Horns up!

Marco Donè