In una celebre conferenza stampa a New York, nel 1972, Elvis Presley all’epoca divinità della musica mondiale, quando gli chiesero se avesse intenzione di entrare in politica rispose: “Io non mi occupo di politica […] non entro nel merito di queste cose perché ho un sacco di fan là fuori e non voglio offendere nessuno. […] Sono solo un intrattenitore.” E aggiunse: “Non mi piacciono le persone che si occupano di politica per se stesse e non per gli altri.“
In un’intervista con David Marchese per il podcast del New York Times, Mick Jagger riaccende in questi giorni il dibattito sul ruolo degli artisti dal vivo. Il frontman dei Rolling Stones traccia una linea netta: chi sale sul palco ha una priorità chiara, offrire uno show che faccia stare bene le persone.
Per Jagger, il concerto è prima di tutto condivisione e divertimento.
Il dovere di un performer, dice, è massimizzare il piacere del pubblico, non impartire lezioni: «Il mio lavoro è far divertire le persone il più possibile. Per un paio d’ore devono dimenticare i problemi, il mutuo e tutto il resto. Non vorrai certo fargli la predica».
E ricorda quanto siano diverse le modalità con cui gli spettatori vivono la musica: c’è chi canta e balla senza sosta, e chi preferisce una partecipazione più misurata: per questo, secondo Jagger, un artista non dovrebbe scoraggiarsi di fronte a una platea meno rumorosa o espansiva: anche quelle persone «si stanno divertendo a modo loro».
Coerente con questa visione, Jagger ammette di preferire che il pubblico esca dal concerto con il morale alto, piuttosto che appesantito da lunghi interventi politici.
Una posizione che, inevitabilmente, fa da contraltare a quella di Bruce Springsteen, convinto da sempre del potenziale sociale della musica.
Durante il “Land of Hope and Dreams Tour”, il Boss non ha esitato a puntare il dito contro l’amministrazione Trump, spingendosi fino a denunciare la deriva della Casa Bianca e il danno d’immagine per gli Stati Uniti.
Due modi diversi di intendere il palco: per Jagger, la festa; per Springsteen, anche tribuna civile.
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