Secondo alcuni la buca più difficile era la 7. Per altri, la 9. Ma tutte e 18 richiedevano precisione, colpi ben dosati.

È da nostalgici parlare del minigolf di Varese, nell’area bassa dei Giardini Estensi, quella che si affaccia sul ring di via Copelli.

L’impianto, con annesso grande bar, è chiuso da 4 anni e avvolto nel degrado. Una ferita aperta nel cuore della città.

Eppure da lì sono passate almeno due generazioni. Chi per giocare con mazza e palline, chi per sorseggiare un drink al bar (era inoltre il ritrovo mattutino, detto sottovoce, delle bigiate da scuola).

Piange il cuore vederlo così. Immobile, disarmato. Con piante ora secche a contornare i vialetti.

Chi ha sbagliato il colpo?

“Per colpa di chi?” è la domanda ricorrente, visto che è di proprietà del Comune.

Un passo indietro. Il minigolf e il bar vanno verso i cinquant’anni di vita; a lungo sono stati gestiti da una famiglia, poi è subentrata la Pro loco Varese. Scaduta la concessione, nel 2022, Palazzo Estense ha cercato di riassegnarla, aprendo due bandi che chiedevano la ristrutturazione da scomputare poi nel tempo come spesa dal canone di locazione. Sono andati deserti.

E qui la prima domanda: e se ci pensasse il Comune a sistemare tutto offrendolo poi, chiavi in mano, a chi vuole scommettere su queste attività?

La giunta, guidata dal sindaco Davide Galimberti, qualche mese fa ha ribadito la volontà di dare una svolta al caso minigolf, ventilando l’ipotesi di affiancare il Terzo settore, ovvero unire l’aspetto d’impresa a quello sociale. Idea vincente? Si vedrà. Da capire, innanzitutto, se e cosa bolle in pentola.

Leggi l’articolo completo sulla Prealpina di martedì 14 luglio