di
Paolo Virtuani
Il climatologo Massimiliano Fazzini: «Nel weekend al Nord irruzione di aria artica con possibili cali anche di 15 gradi e minaccia di tempeste»
«Questa ondata di calore, che non so più se considerare come terza o un prolungamento della precedente, ha molte componenti anomale». Massimiliano Fazzini, climatologo dall’Università di Camerino, con oltre 30 anni di esperienza in studi sui comportamenti climatici e sulla fisica dell’atmosfera, sottolinea che la comunità scientifica si trova ad affrontare qualcosa che non ha precedenti, un’ulteriore conferma dei cambiamenti climatici.
Rispetto alla Francia, si può affermare che l’Italia sia stata risparmiata dalle temperature più estreme?
«Arrivare a 43-44 gradi nella Francia occidentale è una cosa che non si era mai vista, ma chi dice che si arriverà a 50 °C tra dieci-dodici giorni sta facendo fantameteorologia. Per esempio ieri in Italia la fascia ionica e adriatica meridionale è stata risparmiata e, anche se non possiamo parlare di “Italia divisa in due”, le massime sono rimaste entro le medie stagionali, mentre nelle regioni centro-settentrionali, più vicine al cuore della bolla calda, le temperature sono state più alte».
Quali sono le anomalie di questa ondata di calore?
«Sono principalmente due: l’asse del “promontorio” di aria torrida in salita dal Sahara e la durata. Invece della tradizionale direzione Sud-Nord, l’asse risulta coricato, cioè ha una direzione Sudovest-Nordest. La seconda anomalia è la durata dei giorni con alte temperature, con conseguenti notti tropicali con minime che non scendono sotto i 25 gradi, fattori che determinano un forte stress bioclimatico sul corpo umano».
Quali sono le conseguenze dell’anomala inclinazione dell’asse dell’anticiclone africano?
«Possiamo dire che questa inclinazione ha “salvato” l’Italia dal flusso di aria più bollente, che invece ha investito in pieno Francia e Spagna, arrivando anche in Inghilterra, Belgio, Olanda e in parte in Germania. La penisola si è trovata al margine Est dell’anticiclone, ma già oggi, e ancora più nei giorni seguenti, le zone meridionali vedranno le temperature salire rapidamente oltre le medie».
Dove saranno raggiunte le punte massime?
«Le mappe previsionali indicano il massimo calore in un’area compresa tra Sardegna e Puglia. Nelle zone interne dell’isola si potranno toccare i 45 gradi, oltre le previsioni ritenute valide soli pochi giorni fa».
Il Nord potrà quindi tirare un sospiro di sollievo dopo tanti giorni di calura?
«Sì, ma attenzione perché il Nord e il versante adriatico tra domenica 19 e lunedì 20 potrebbero essere invasi da un flusso di aria artica che potrebbe far crollare le temperature anche di 15 gradi. Come sempre in questi casi, con previsioni oltre le 72 ore, il condizionale è d’obbligo».
L’improvviso cambio della circolazione d’aria potrebbe innescare fenomeni temporaleschi molto intensi?
«Lo scontro con l’aria calda nella pianura padana e nelle zone montuose potrebbe favorire possibili grandinate locali con chicchi di elevato diametro. Con l’acqua che in questi giorni in superficie sfiora i 30 gradi, i mari diventano un’enorme fonte di energia. A maggio i mari avevano la temperatura di luglio e ora è a livelli mai raggiunti. C’è il rischio concreto che a settembre-ottobre si possono formare i devastanti medicane, le tempeste mediterranee con forza di uragano».
Perché il numero delle città in bollino rosso, nonostante le alte temperature, è inferiore a quello dell’ondata di calore dello scorso mese?
«A giugno c’è stato un giorno in cui il ministero della Salute ha assegnato 19 bollini rossi. Domani saranno sette. I bollini vengono assegnati in base all’indice humidex, il combinato di temperatura e umidità che contraddistingue la cosiddetta temperatura percepita. A giugno, la seconda ondata di calore ha portato con sé percentuali più alte di umidità relativa rispetto alla terza ondata di calore che stiamo vivendo ora».
Arriverà la quarta ondata?
«È probabile: dopo la passata di aria artica nel prossimo fine settimana, le temperature torneranno a salire».
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14 luglio 2026 ( modifica il 14 luglio 2026 | 08:42)
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