Carlos ha rinunciato a Montreal per l’infortunio al polso destro: gli resta Cincinnati prima dello US Open. Jannik lo aspetta: “Il tennis ha bisogno di lui”


Marco Iaria

Giornalista

14 luglio – 09:30 – MILANO

Nella saga “Sincaraz” non aspettatevi colpi bassi né scortesie. Solo rispetto e fair play. Così, quando Sinner si laurea campione di Wimbledon per la seconda volta, Alcaraz si affretta a postare il video di Jannik con il trofeo in mano: “Congratulations Jannik and team! Enjoy the moment”. E Jannik, nella conferenza stampa dopo il trionfo: “Speriamo che torni presto, perché il tennis ha bisogno di lui”. Carlos era il grande assente a Londra. E proprio gli ascolti tv di domenica ci hanno ricordato quanto sia unica, speciale e inimitabile la rivalità che manca dagli schermi dallo scorso aprile. Intendiamoci, Sinner-Zverev ha registrato ascolti sontuosi: 4,2 milioni di telespettatori con il 33,8% di share tra Tv8 e Sky. Un anno fa, però, sugli stessi canali e nella stessa collocazione oraria, la finale di Wimbledon tra l’italiano e lo spagnolo aveva catturato 5,7 milioni di spettatori, con il 40,4% di share. E qual è il match di tennis più visto in assoluto in Italia? L’atto conclusivo delle Atp Finals 2025, guarda caso tra Sinner e Alcaraz, con un’audience di 7 milioni di spettatori tra Rai 2 e Sky.

rivalità—  

Non giriamoci attorno: siamo tutti orfani della saga “Sincaraz”, con buona pace di chi riteneva noioso lo svolgimento, fino alla finale, di qualsiasi torneo a cui partecipassero entrambi. Sinner-Alcaraz è come il Super Bowl, la finale di Champions o il Clasico. Nel tour manca soprattutto il confronto tra le personalità e gli stili dei due duellanti di questa epoca. Jannik e Carlos si completano, in un continuo esercizio di perfezionamento alla ricerca di nuovi limiti tecnici, atletici e psicologici. La domanda che tutti gli appassionati si pongono, come davanti a una serie tv, è una sola: quando andrà in onda la prossima stagione? Bella domanda. Alcaraz si è infortunato ad aprile, a Barcellona, riportando un’infiammazione ai tendini del polso destro. Una zona particolarmente delicata: Del Potro e Thiem hanno penato per tutta la carriera. Proprio per evitare guai più seri, i medici hanno consigliato a Carlos la massima prudenza. La road map prevede ora il rientro nella trasferta americana. Di certo Alcaraz ha già rinunciato al Masters 1000 di Montreal. Gli resta Cincinnati (13-23 agosto) prima dello Us Open, al via il 30 agosto. Il giocatore ha documentato questa lunga fase di riabilitazione sui propri canali social. A fine giugno ha mostrato i primi allenamenti in cui impugnava la racchetta con la mano destra e colpiva delicatamente la pallina sul campo indoor della sua accademia di Murcia. Qualche giorno fa è arrivato un nuovo aggiornamento: un video in cui utilizza una racchetta senza corde e con il telaio parzialmente incompleto per ritrovare le giuste sensazioni nei colpi, accompagnato da un messaggio improntato all’ottimismo: “Sulla buona strada”.

sensazioni—  

Gli addetti ai lavori restano perplessi. Greg Rusedski, ex numero 4 del mondo e coach di Mpetshi Perricard, ha osservato: “Sarei molto sorpreso se giocasse allo Us Open, perché quello che ho notato nel video è che colpisce la palla con poca forza, quasi senza colpirla”. I media spagnoli, invece, la pensano diversamente. Il piano prevede nei prossimi giorni l’inizio di sedute sempre più intense, con l’obiettivo di rientrare nel circuito tra circa un mese. Viene citato il precedente di Rafa Nadal, che subì lo stesso tipo di infortunio nel 2016 e, dopo il rientro, vinse due Slam tornando numero 1 del mondo. C’è però una differenza: in quel caso lo stop durò sette mesi.