“Solo una chiacchiera tra amici” l’ha definita Pirlo, ma Maldini l’aveva effettivamente scelto per il dopo Pioli prima di essere lui quello sostituito
Giornalista
14 luglio – 09:09 – MILANO
Il feeling è quello che lega due campioni dal fascino universale, vincenti senza bisogno di esibizioni o colpi di testa. Maldini e Pirlo si intendono come solo due icone del calcio possono fare: c’è una stima tecnica, ma prima ancora una condivisione di valori sportivi e umani. Non è per amicizia se Capitan Paolo, oggi nuovo dt della Nazionale, è intenzionato a puntare sul Maestro Andrea come prossimo ct azzurro. E c’è un precedente che è lì a dimostrarlo: fosse stato per Maldini le strade si sarebbero incrociate già al Milan nell’estate del 2023. Un ritorno, dopo aver percorso insieme chilometri di storia rossonera. Paolo lo avrebbe voluto allenatore a Milano e c’erano stati dei contatti confermati solo in seguito: Mister Pirlo aveva già vinto Coppa Italia e Supercoppa Italiana con la Juventus e vissuto in panchina un po’ di calcio internazionale al Fatih Karagumruk in Süper Lig, prima serie turca. Maldini lo aveva scelto come successore di Pioli, salvo poi essere lui quello sostituito: è l’estate in cui si chiuse il rapporto tra Paolo e il Milan, sollevato dall’incarico di direttore tecnico per divergenze di opinioni sul mercato e sulla gestione del club americano di RedBird. Pioli restò un altro anno. L’ammissione di Pirlo nell’ottobre 2023, dal palco rosa del Festival di Trento firmato Gazzetta: “È vero, ne abbiamo parlato, ma era stata giusto una chiacchierata fra amici”.
Compagno migliore—
La coppia può riformarsi in azzurro perché negli anni la stima è rimasta immutata e il rispetto anche: hanno condiviso altri eventi professionali, come succede alle leggende dello sport, e momenti di amicizia lontano dai riflettori. Pirlo aveva già definito Maldini il miglior compagno della sua carriera, e di compagni di livello è piena la storia del Maestro. Maldini scelto, disse, per la forza del difensore in campo ma soprattutto per la passione dello sportivo e il garbo e l’intelligenza dell’uomo. Paolo aveva raccontato in tv che tra i due c’era una connessione capace di andare anche oltre le parole dette. Maldini, per esempio, era stato tra i primi a sapere che l’ex compagno avrebbe allenato la Juventus: “L’ho chiamato per complimentarmi per l’incarico di allenatore della squadra Under 23 e come battuta gli ho detto ‘Non è che stai andando a Torino per allenare la prima squadra?’. E lui mi ha risposto: ‘Come fai a saperlo?’. Sono stato uno dei primi a saperlo. Da una battuta è venuta fuori la verità”.
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Mai uniti dall’azzurro—
Dopo le stagioni da avversari è nel 2001 che Maldini e Pirlo diventano compagni: a unirli è il Milan di Berlusconi e Galliani. Frequentano lo stesso spogliatoio dal 2001, quando arriva Andrea, al 2009, quando esce di scena Paolo. Insieme hanno vinto due scudetti (2003-04, 2010-11), una Coppa Italia (2003), due Champions League (2003, 2007), due Supercoppe Europee (2003, 2007), un Mondiale per Club (2007). In azzurro, almeno finora, non sono mai stati nella stessa squadra, ma sono i numeri a unirli. Potrebbero fare entrambi… 137. Tutti e due sono stati convocati da giocatori centotrentasei volte, con 126 presenze per Maldini, dal marzo 1988 al giugno 2002, in Corea del Sud. Pirlo con 116 gare, dal settembre 2002 in Azerbaigian, prima gara ufficiale seguita all’addio azzurro del capitano, fino al 2015. Paolo e Andrea potrebbero riprendere il conto ora, insieme.
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