Moda e Tendenze, ogni martedì
Iscriviti e ricevi le notizie via email

C’è chi, ogni estate, sembra diventare il bersaglio preferito delle zanzare, mentre altre persone vengono punte molto meno. Da tempo si attribuisce questo fenomeno al cosiddetto “sangue dolce”, ma gli studi scientifici dimostrano che si tratta soltanto di un mito.

Il falso mito del sangue dolce

Le zanzare, infatti, non sono in grado di scegliere le loro vittime in base alle caratteristiche del sangue. A guidarle sono invece una serie di segnali che il corpo umano rilascia nell’ambiente, come il calore, l’anidride carbonica emessa con la respirazione e le sostanze chimiche prodotte dalla pelle.


APPROFONDIMENTI

A pungere sono esclusivamente le femmine, che hanno bisogno del sangue per ottenere le proteine indispensabili alla maturazione delle uova.

Grazie al loro sviluppato senso dell’olfatto e alla vista, riescono a localizzare una persona anche a diversi metri di distanza.Perché una persona viene punta di più di un’altra

Tra i fattori che esercitano una maggiore attrazione c’è la temperatura corporea. Per questo motivo le donne in gravidanza risultano spesso più esposte alle punture, poiché tendono ad avere un metabolismo più attivo e a rilasciare una quantità superiore di anidride carbonica.

Anche l’attività fisica può aumentare il rischio di essere punti. Dopo uno sforzo, infatti, il corpo produce più CO2 e calore, due elementi che rappresentano un forte richiamo per le zanzare. In generale gli adulti, che emettono più anidride carbonica rispetto ai bambini, risultano più appetibili per questi insetti.

Secondo il professor Steve Lindsay dell’Università di Durham, il principale elemento che orienta la scelta delle zanzare è però l’odore della pelle. Minuscole molecole volatili, generate anche grazie ai batteri presenti sul nostro corpo, rendono ogni persona unica e possono aumentare o ridurre la probabilità di essere punta.

Una conclusione confermata anche dalle ricerche condotte dall’Università di Wageningen, nei Paesi Bassi. Gli studiosi hanno osservato che le persone maggiormente prese di mira presentano una composizione del microbiota cutaneo differente, capace di produrre un odore particolarmente attrattivo per questi insetti.

In definitiva, non è il sapore del sangue a fare la differenza. Le zanzare individuano le loro vittime combinando diversi fattori biologici, tra cui calore corporeo, anidride carbonica e odore della pelle, sfatando così una delle convinzioni più diffuse legate all’estate.


© RIPRODUZIONE RISERVATA