Ferrara, 14 luglio 2026 – E’ stato un grande abbraccio quello che la Darsena di Ferrara ha dato a Romina Power, sabato, in città tra i suoi quadri e la presentazione del suo ultimo libro, raccontandosi. Era già stata in città?

“Si, non ero riuscita a visitare musei ma ricordo però un ottimo ristorante”.

Dalla grande fama, tra cinema e musica, ha però poi scelto una vita più riservata. Cosa l’ha portata a questo cambiamento?

“Il bisogno di tranquillità. Ho trovato un luogo dove regnano il silenzio e la pace. Stando bene lì, trovo anche l’ispirazione per scrivere e dipingere. Di quel periodo precedente non mi manca niente. Apprezzo la tranquillità che ho trovato adesso”.

Romina Power durante la presentazione del suo libro alla Darsena di Ferrara

Romina Power durante la presentazione del suo libro alla Darsena di Ferrara

In quale forma d’arte si sente più libera?

“Nella scrittura e nella pittura. Perché non ci sono costrizioni né l’intervento di altre persone: sono attività che si possono fare completamente da soli”.

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Come nasce l’ispirazione per i suoi quadri?

“Non dipingo con l’intenzione di lanciare messaggi. Dipingo perché amo farlo. Vedo uno scorcio, qualcosa che desidero fissare sulla tela. Mi piacciono le tele di grandi dimensioni perché sono come grandi finestre che aprono la stanza e permettono di guardare verso l’infinito”.

E il suo rapporto con lo scrivere?

“Risale fin dai tempi del collegio in Inghilterra, dove ci incoraggiavano a scrivere brevi racconti e poesie. A volte, durante gli spettacoli, tra una canzone pop e l’altra, ne recito qualcuna. Anche questo mi dà un grande senso di libertà, perché scrivo quando arriva l’ispirazione”.

Ylenia Carrisi, primogenita di Al Bano e Romina Power, sparì il 6 gennaio 1994 a New Orleans. Nella foto con i genitori Al Bano, Romina Power e il fratello Yari

Ylenia Carrisi, primogenita di Al Bano e Romina Power, sparì il 6 gennaio 1994 a New Orleans. Nella foto con i genitori Al Bano, Romina Power e il fratello Yari

Ed è lì che emerge Romina?

“Sì, probabilmente una parte meno conosciuta. Sono anche una persona piuttosto schiva, pur amando stare in mezzo alla gente, e forse non ho fatto molto per farmi conoscere davvero fino in fondo. Quando ho deciso di scrivere ‘Pensieri profondamente semplici’, mi sono resa conto di essere arrivata ai tre quarti della vita e ho pensato che, se non avessi condiviso i miei pensieri adesso, sarebbe potuto essere troppo tardi”.

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Come il libro che ha presentato a Ferrara?

“Lì ho raccolto i miei pensieri su vari argomenti seguendo un abbecedario, che è anche il sottotitolo del libro: ‘L’abbecedario della mia vita’. Invece di scrivere una biografia cronologica, ho preferito raccontarmi attraverso parole e riflessioni. Racchiude anche racconti legati alla mia vita. Ho parlato dell’adozione dei quattro bambini in India, dei miei animali e di altri momenti. Con questo libro il lettore può conoscere anche la mia parte più intima”. 

Al Bano, Romina e Ylenia bambina

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Mi ha fatto molta emozione quando Tiziano Ferro mi raccontò che faceva ascoltare il Ballo del Qua Qua ai suoi bambini

Cosa prova quando incontra le persone durante le presentazioni dei suoi libri come questa a Ferrara?

“Mi piace moltissimo questo contatto diretto. Sul palco c’è il pubblico che ti segue e ti applaude, ma la vera vicinanza è diversa: pochi riescono ad arrivare fino al camerino. In queste occasioni, invece, durante gli incontri e i firmacopie, sento davvero l’affetto delle persone. È qualcosa di palpabile. Mi piace guardarle negli occhi, abbracciarle, conoscere chi magari mi segue da tantissimi anni ma non aveva mai avuto occasione di avvicinarsi. Percepisco un affetto sincero. È come se facessimo davvero parte della stessa famiglia”.

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Un momento della presentazione del libro di Romina Power alla Darsena di Ferrara (foto Businesspress)

Un momento della presentazione del libro di Romina Power alla Darsena di Ferrara (foto Businesspress)

Parlando di musica, a quale sua canzone è più legata?

“Quelle meno conosciute, quelle che non passano quasi mai in radio. Soprattutto quelle degli anni 70, quando ero molto ispirata musicalmente”.

Di quegli anni, un grande successo fu ‘Acqua di mare’…

“Veniva suonata in tutti i jukebox d’Italia e infatti quell’anno vinsi il Festivalbar Giovani. Però non me lo sono goduto, perché trascorsi tutta l’estate a letto con un’epatite virale. È stato il mio primo grande successo, ma purtroppo non ho potuto viverlo. È una canzone che mi dà sempre una bella emozione. Appena parte quell’introduzione di chitarra elettrica ti cattura subito. Ogni tanto rivedo anche il video: mi fecero camminare sugli scogli, di notte, con le onde che si infrangevano fortissimo. È stato davvero rischioso e ogni volta che rivedo quelle immagini mi vengono i brividi”.

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E’ dell’82 invece, il Ballo del Qua Qua. che effetto le fa sentir cantare ancora oggi questa canzone divenuta storica?

“Mi ha fatto molta emozione quando Tiziano Ferro mi raccontò che faceva ascoltare il Qua Qua ai suoi bambini. Pensare che quella canzone continui a vivere attraverso le nuove generazioni è davvero bellissimo”.

Romina Power e la figlia Ylenia Carrisi

Romina Power e la figlia Ylenia Carrisi

Quanto invece l’ha aiutata la spiritualità, soprattutto nei momenti più difficili?

“Tantissimo. Quando mi trasferii negli Stati Uniti per assistere mia madre negli ultimi anni della sua vita, a Palm Springs, scoprii per caso un centro buddista. Fu lì che iniziai a meditare e a seguire gli insegnamenti del buddismo. Anche la comunità, il Sangha, fu un sostegno importantissimo in quel periodo così difficile”.

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Dolori come quello per Ylenia, con il tempo che passa: dove trova la forza?

“Il tempo, a volte, non è importante. La speranza di una madre non muore mai, non importa quanto ne passi. E pratico la meditazione. Sento che lei sia ancora viva. Si dice che il cordone ombelicale tra una madre e un figlio non venga mai reciso del tutto…”.