di
Antonella Baccaro
Rossi ha precisato che non state cancellate puntate nuove ma repliche di repliche, visibili su Rai Play
«Le repliche di Report sono state sospese per tutelare un brand che è fondamentale per l’azienda». L’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, esce allo scoperto sulla vicenda giudiziaria che ha coinvolto il programma in un’intervista a AdnKronos Talk. «La decisione – dice – è conseguenza da un lato dell’inchiesta giudiziaria, dall’altro anche della ferocia del dibattico mediatico che si sta alimentando e che sta un po’ lambendo anche il format stesso: l’impegno della Rai è stato quello di tutelarlo». Rossi ha precisato che non state cancellate puntate nuove ma repliche di repliche, visibili su Rai Play.
Interpellato sull’invito fatto ieri dal ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ai presidenti delle Camere affinché ripristinino al più presto la commissione di Vigilanza Rai, dopo le dimissioni in blocco di qualche giorno fa, Rossi ha detto che «la lettera di Urso ha una sua totale legittimità perché il ministero è garante del rispetto del contratto di servizio. Si tratta di uno stimolo soprattutto agli organi politici perché venga ripristinato l’organo di vigilanza. Da parte nostra – ha aggiunto – l’assenza della commissione è un tema legato non tanto al funzionamento dell’azienda, che è operativa al 100%, ma al ruolo politico della commissione che ha il compito di vigilare sul mantenimento del pluralismo dell’informazione e la cui assenza in qualche modo crea uno scenario non tranquillo».
Nessuna domanda è stata fatta invece sulla sollecitazione rivolta da Urso alla Rai di garantire la trasparenza dell’informazione, vigilando sulle fonti di Report, richiesta che preluderebbe all’apertura di un’indagine interna sulla trasmissione assai delicata. Sul punto interviene invece Vittorio Di Trapani, presidente di Fnsi: «Il governo – accusa – vuole mettere le mani sulle fonti dei giornalisti Rai, ancora una volta in palese contrasto con l’European Media Freedom Act». Per Di Trapani la richiesta di Urso «è inquietante» perché cela «il desiderio di violare il diritto/dovere di garantire la riservatezza delle fonti».
Rossi invece ha avuto modo di sottolineare che la riforma della Rai è importante per il tema delle risorse di cui l’azienda ha bisogno, dovendo stare su un mercato «assai aggressivo». L’ad ha rivendicato i risultati di bilancio e l’avvio del piano industriale e immobiliare, a fronte di una vulgata che vede la Rai considerata solo in quanto «TeleMeloni».
Un passaggio dell’intervista è stato dedicato ai talent in fuga: su Milo Infante, passato a Mediaset, Rossi si è detto «spiacevolmente colpito» da un’intervista del giornalista, critica nei confronti dalla Rai e di alcuni colleghi: «Quando si va via non si dovrebbe parlare male di un’azienda che ti ha tutelato. A Infante la Rai ha garantito protezione e tutela anche in periodi in cui non era in auge». Poi, a proposito del titolo «Ore 11», scelto da Mediaset per la nuova trasmissione di Infante, ha commentato: «È una scelta di markting tv, mi fa ridere che ore 14 diventi ore11, ma fa parte della sfida tra competitor».
Circa il nuovo conduttore di «Chi l’ha visto», dopo l’addio di Federica Sciarelli, Rossi ha spiegato che sono ancora in corso approfondimenti delle strutture. E sulla riduzione della fascia «access prime time» su cui Pier Silvio Berlusconi ha chiesto alla Rai di fare la prima mossa per ridurla, il manager ha risposto: «Raccogliamo l’invito, stiamo riflettendo su un’ulteriore anticipazione da parte di Rai, ma noi già lo abbiamo fatto: noi chiudiamo anche alle 21.40, Mediaset può arrivare alle 22, potrebbe già adesso adeguarsi agli orari Rai».
Infine alla domanda se gli piacerebbe fare un secondo mandato alla guida dell’azienda, Rossi ha risposto: «A tutti piacerebbe continuare l’avventura in Rai un’azienda dove vivono le migliori professionalità sul mercato. Ma chiunque arriverà a dirigerla troverà una Rai più strutturata e più solida rispetto agli anni precedenti. E questo potrebbe essere riconosciuto», ha concluso con una nota di rammarico.
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14 luglio 2026 ( modifica il 14 luglio 2026 | 12:25)
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