Dopo il trionfo a Wimbledon, Jannik ha raccontato al galà che l’ultimo tentativo fallito è arrivato poco prima della partenza per Londra
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14 luglio 2026 (modifica alle 13:34) – MILANO
Jannik Sinner è un campione straordinario. Cinque titoli Slam, ha appena iniziato l’ottantesima settimana da n.1 del mondo, ed è uno dei soli due giocatori capaci di vincere almeno una volta tutti i nove Masters 1000 (l’altro è Novak Djokovic). Eppure, al netto dei trionfi in campo, fuori è un ragazzo come tutti gli altri. E non è una frase fatta, ma riguarda un aspetto della sua vita privata. In questo caso, una simpatica curiosità. Qualche mese fa, in un vlog, Darren Cahill aveva chiesto all’azzurro di rispondere in maniera onesta a una domanda specifica: “quante volte sei stato bocciato all’esame per la patente della moto?”. Sinner, tra l’imbarazzo e il sorriso, aveva risposto che aveva fallito tre tentativi. E, poco prima di Wimbledon, si è aggiunto anche il quarto.
pressione—
Incredibile ma vero, prima di partire per Londra e vincere il suo quinto Major, il secondo Wimbledon consecutivo, Sinner è stato bocciato per la quarta volta all’esame della patente per la moto. Una situazione che lo accomuna a tantissimi ragazzi, di pura vita normale. Jannik lo ha raccontato durante il tradizionale ballo dei campioni (lui con Linda Noskova) dell’All England Club per celebrare la chiusura del torneo. Era notte inoltrata, nell’aria c’era una certa leggerezza, e per una volta anche il n.1 al mondo ha sciolto le cinghie della sua corazza: “Sono stato bocciato quattro volte all’esame per la patente della moto. Prima di venire qui l’ho rifatto e sono stato bocciato di nuovo. Cos’altro mi mette pressione? Non lo so. Magari l’anno prossimo mi farete la stessa domanda”. E giù con sorrisi e risate. Un ragazzo che non sente la pressione di giocare davanti a migliaia di persone, in mondovisione, partite che si decidono su pochi punti, la sente quando deve superare quella che per molti spesso è anche una formalità.
speranza—
Dunque, in attesa di capire se tornerà in campo in Canada o a Cincinnati, Sinner avrà di che concentrarsi anche extra tennis. Se da un punto di vista sportivo, tra lavoro al servizio e cura della concentrazione, c’è sempre meno da aggiungere, ora c’è un obiettivo della vita di tutti i giorni. Jannik è infatti un grande appassionato di motori, e quella della moto è una piccola coccola personale che da un po’ ha voglia di farsi. Aveva precisato di non fare domande difficili al presentatore della serata di gala (“sono un po’ brillo”, la sua giustificazione), se l’è cavata con sorrisi e l’ammissione di una piccola sconfitta. E dunque la patente per la moto diventa il settimo avversario capace di sconfiggere Sinner almeno quattro volte, ma solo il quarto a riuscirci consecutivamente dopo Alcaraz, Medvedev e Tsitsipas. Alla fine, come successo con i rivali in campo, Jannik troverà il modo di vincere anche in questo caso. La quinta volta potrebbe essere quella buona. E, soprattutto, definitiva.
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